Esami endoscopici: gli italiani fanno troppe colonscopie inutili

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Esami endoscopici: sicuri di averne bisogno? Non sempre la migliore prevenzione si fa sottoponendosi periodicamente ad esami di laboratorio o strumentali, soprattutto se invasivi e se mancano particolari sintomi o rischi di determinate malattie. Eppure in Italia ben il 25-30% delle gastroscopie e delle colonscopie sono inutili e hanno il solo effetto di pesare sulle casse dello Stato.

A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva (SIGE), secondo le cui stime in Italia vengono eseguite ogni anno oltre 1,7 milioni di esofagogastroduodenoscopie e di colonscopie, quasi 29 procedure ogni 1000 abitanti, quasi tutte per motivi diagnostici (solo l’11,2% rappresenta una proceduta terapeutica). Di queste, una su tre è inutile.

LEGGI anche: REFLUSSO GASTOESOFAGEO: UN RIMEDIO EFFICACE DAGLI ULTRASUONI?

Posto che lo screening è sempre e comunque importante, la Sige invita a prescrivere più adeguatamente gli esami endoscopici, in particolare le esofagogastroduodenoscopie (Egds) e le colonscopie (che tra l’altro sono esami invasivi con tutti i rischi annessi), strumenti diagnostici sì preziosi ma richiesti in numeri esorbitanti e spesso al di fuori delle corrette indicazioni.

Ciò comporta anche uno spreco delle risorse sanitarie con tanto di allungamento delle liste d’attesa: ben 30 milioni di euro, soldi “bruciati” – come dicono dalla Sige – per 500 mila procedure evitabili ma che vengono comunque prescritte “per una mancata conoscenza delle corrette indicazioni, per un atteggiamento di medicina difensiva o, anche, per una sorta di ‘fai da te’ da parte dei cittadini”.

Secondo i dati, soltanto il 20% degli esami endoscopici viene richiesto dallo specialista gastroenterologo, mentre la maggioranza delle richieste, l’80%,proviene dal medico di famiglia, da altri specialisti o dagli stessi pazienti.

LEGGI anche: TUMORI: 7 ITALIANI SU 10 SCONFIGGONO IL CANCRO. MA RESTA IMPORTANTE LA PREVENZIONE

La soluzione, la Società promuoverà delle iniziative per sollecitare la collaborazione con i medici di medicina generale, a partire da campus di aggiornamento e di formazione sull’argomento.

Germana Carillo

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook