Ritirato lo studio italiano che metteva in correlazione endometriosi e attrazione sessuale: “è disgustoso”

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Uno studio finanziato con i soldi dei contribuenti italiani, e pubblicato nel 2013, è stato ritirato, dopo aver suscitato critiche e polemiche sulle modalità con cui è stato condotto. Perché invece di testare fattori di rischio, possibili cause o eventuali soluzioni su una malattia invalidante, i ricercatori volevano scoprire se questa influisse sull’attrazione delle donne partecipanti

Uno studio che misurava l’attrattiva delle donne con endometriosi è stato ritirato dalla rivista medica Fertility and Sterility. Datato 2013, aveva ricevuto da allora parecchie critiche. Il motivo? Concludeva che le donne con un certo tipo di endometriosi sarebbero più avvenenti.

È disgustoso” è invece arrivata ad affermare la co-fondatrice della no-profit EndoActive per pazienti con endometriosi. L’articolo, intitolato “Attractiveness of women with rectovaginal endometriosis: a case-control study, è stato” condotto nel 2012 e pubblicato nel 2013. Ma poco più di un mese fa, i sei autori italiani hanno ritirato l’articolo scusandosi del malcontento generato.

In effetti, c’era poco di cui essere contenti se si considera che il risultato cui l’indagine era arrivata era che “le donne con endometriosi rettovaginale sono state giudicate più attraenti di quelle dei due gruppi di controllo. Inoltre, avevano una silhouette più snella, seni più grandi e un’età media del primo rapporto sessuale più bassa”.

L’endometriosi rettovaginale è una forma grave della malattia in cui un tessuto simile al rivestimento dell’utero – chiamato appunto endometrio – cresce all’esterno dell’utero, spesso attaccandosi ad altri organi e causando dolore, cicatrici e talvolta infertilità.

Le 31 donne che hanno preso parte allo studio non avevano dato il loro consenso a essere giudicate per la loro avvenenza fisica e non sapevano che ciò stesse accadendo nell’ambito delle loro consultazioni mediche, ma sono state chieste loro informazioni sulle loro abitudini sessuali (l’età del primo rapporto), è stato misurato l’indice di massa corporea (Bmi), il rapporto tra vita e anca e una misura della dimensione del seno.

Al momento in cui era condotto, lo studio aveva avuto l’approvazione etica e dopo la sua conclusione è stato peer reviewed.

Non è bastato. L’analisi ha ricevuto nel corso del tempo parecchie critiche, anche se gli autori hanno continuato a sostenere che ci sarebbe di fatto una correlazione tra alcuni fenotipi – specifiche caratteristiche fisiche – e la gravità dell’endometriosi e ciò e utile per comprendere meglio la malattia.

Ma non va bene comunque e se Sylvia Freedman, co-fondatrice della no-profit EndoActive, ha considerato lo studio “disgustoso” e “atroce”, anche la ginecologa canadese Jennifer Gunter fa notare sul suo blog che se da un lato è vero che l’indice di massa corporea e altre caratteristiche fisiche possono essere rilevanti rispetto all’endometriosi, dall’altro allora il titolo dello studio non sarebbe dovuto essere Attractiveness of women with rectovaginal endometriosis: a case-control study (“Avvenenza delle donne con endometriosi retto-vaginale: uno studio caso-controllo”.

Così anche la ginecologa Rebecca Szabo dell’Università di Melbourne, come si legge sul Guardian – è rimasta delusa dal fatto che il gruppo editoriale non abbia avanzato delle scuse o spiegato la motivazione del fatto che lo studio non sia stato ritirato prima.

La rivista ha però pubblicato una lettera degli autori che hanno chiesto il ritiro dello studio. “Abbiamo condotto lo studio in buona fede e in accordo con metodologie corrette. Riteniamo che i nostri risultati siano stati in parte mal interpretati, ma allo stesso tempo ci rendiamo conto che l’articolo può aver causato stress ad alcune persone. Il rispetto delle donne è per noi una priorità e siamo davvero molto spiacenti del malcontento generato dalla pubblicazione”.

Circa 7 anni dalla pubblicazione, insomma, finalmente l’articolo è stato ritirato. Con buona pace di chi lega l’avvenenza delle donne e una malattia nuda e cruda.

Fonte: The Guardian 

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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