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Se hai più di 60 anni dovresti abbandonare queste 5 abitudini, secondo la scienza

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Superati i 60, secondo la scienza, dovremmo abbandonare alcune vecchie abitudini. Questo perché si tratta di un’età cruciale e prendersi cura della propria salute in questa fase può davvero fare la differenza.

Magari da giovani eravamo soliti utilizzare alcuni farmaci con una certa leggerezza, praticavamo determinate tipologie di attività fisica (o al contrario eravamo sedentari) o ancora non ci preoccupavamo della comparsa di dolori articolari.

Alla soglia dei 60, però, tutto questo è sicuramente da rivedere. Scopriamo allora punto per punto a cosa fare attenzione.

Usare antidolorifici con troppa leggerezza

Alcuni giovani abusano di FANS (come l’aspirina ad esempio) utili anche per riprendersi dopo una sbornia o alleviare mal di testa o altri dolori dopo una dura giornata di lavoro. Superata un certa età, però, bisognerebbe stare più attenti ad utilizzare con troppa leggerezza i farmaci (anche quelli comuni), parlandone sempre prima con i medici.

I FANS sono infatti una delle cause più comuni di reazioni avverse ai farmaci, afferma uno studio, e con l’aumentare dell’età del paziente, questi medicinali vanno prescritti con maggiore cautela.

Tra l’altro i  FANS usati in concomitanza con farmaci specifici possono modificare il rischio di ulcere e/o emorragie gastrointestinali.

Pensare che il dolore articolare sia normale 

Potrebbe trattarsi di artrite, una patologia molto comune. Non si tratta in realtà di una singola malattia ma, nel linguaggio comune, con questo termine ci si riferisce a dolori articolari in genere oltre che a specifiche patologie articolari.

I sintomi tipici dell’artrite includono gonfiore, dolore, rigidità e riduzione del raggio di movimento. I sintomi possono andare e venire e possono essere lievi, moderati o gravi. Possono rimanere più o meno gli stessi per anni e poi possono progredire o peggiorare nel tempo. L’artrite grave può causare dolore cronico, incapacità di svolgere le attività quotidiane e rendere difficile camminare o salire le scale.

L’artrite può anche causare cambiamenti articolari permanenti che possono essere visibili o meno (ma sempre vengono individuati mediante raggi X).

Non bisogna sottovalutare dunque alcun dolore articolare ma andare a fondo per capire se alla base vi sia un problema da affrontare.

Fare esercizio senza “strafare”
 

I CDC americani consigliano a chi ha più di 60 anni di tenersi in forma facendo regolare attività fisica ma che sia un’attività aerobica di intensità moderata (tutto ciò che fa battere il cuore più velocemente per almeno 150 minuti a settimana).

Bene anche un’attività di rafforzamento muscolare almeno due giorni alla settimana. Naturalmente chi soffre di particolari condizioni di salute dovrebbe seguire sempre i consigli del medico anche in merito all’attività fisica più idonea e in ogni caso non bisogna mai strafare ma ascoltare i limiti del proprio corpo.  

Mangiare in maniera sregolata

Chi ancora non l’ha fatto, arrivato a 60 anni deve immediatamente cambiare le proprie abitudini alimentari orientandosi verso una dieta sana ed equilibrata.

Secondo i consigli di Harvard Health, che sono poi quelli della maggior parte degli esperti internazionali, ogni piatto andrebbe composto per la metà da verdure, un quarto con cereali integrali come quinoa, riso o pane e l’ultimo quarto con proteine ​​magre come pesce, fagioli o uova.

È bene inoltre scegliere grassi buoni, che possono servire come fonte di calorie sane e concentrate. Questi includono olio d’oliva,  arachidi e altra frutta a guscio, avocado e pesce grasso come salmone, sardine e sgombro. 

Si consiglia poi di inserire più fibre nella dieta limitando invece i grassi saturi come quelli contenuti nella carne rossa.

Non sottovalutare i sintomi dell’Alzheimer

Non è detto che ci siano ma nel caso si notino sintomi insoliti è bene monitorarli. Come specificano i CDC americani:

Il morbo di Alzheimer, il tipo più comune di demenza, è una malattia cerebrale progressiva e irreversibile che colpisce quasi 6 milioni di americani. È la quinta causa di morte per le persone di età pari o superiore a 65 anni. Il morbo di Alzheimer e altre forme di demenza distruggono lentamente il cervello, portando a decadimenti cognitivi (come perdita di memoria, difficoltà nel linguaggio o scarse funzioni esecutive) e decadimenti funzionali (come una minore capacità di svolgere le attività della vita quotidiana e la cura di sé). In in alcuni casi, la demenza può portare a cambiamenti comportamentali e di personalità (come depressione, paranoia, allucinazioni, deliri o agitazione). Le persone con deficit cognitivo hanno difficoltà a mantenere la propria salute o a gestire altre condizioni croniche.

Non bisogna preoccuparsi a priori ma comunque è bene fare attenzione a possibili sintomi di decadimento cognitivo, facendosi aiutare in questo anche dai propri familiari.

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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