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L’Echa aggiunge Bisfenolo B, paraffine e sale sodico all’elenco delle sostanze estremamente preoccupanti

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L’ECHA ha aggiornato la lista delle sostanze chimiche potenzialmente pericolose, definite “estremamente preoccupanti”, aggiungendone 8.  Si allunga così l’elenco che conta ora 219 sostanze che possono danneggiare le persone o l’ambiente e che, per questo, sono strettamente regolamentate.

L’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) ha aggiunto nuove sostanze, utilizzate in prodotti di consumo come cosmetici, articoli profumati, gomma e tessuti, al già lungo elenco di sostanze chimiche potenzialmente pericolose che possono avere gravi effetti sulla nostra salute o sull’ambiente. Alcune sono usate come solventi, ritardanti di fiamma o per fabbricare prodotti in plastica.

Con questo aggiornamento (l’ECHA riesamina l’elenco due volte l’anno), diventano 219 le sostanze inserite nell’elenco dei candidati REACH (regolamento dell’Unione europea che riguarda la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche), ma in realtà dato che alcune di queste coprono gruppi di sostanze chimiche, il numero complessivo potrebbe essere più elevato.

Le 8 sostanze aggiunte sono le seguenti:

  • 2-(4-terz-butilbenzil) propionaldeide e suoi singoli stereoisomeri: sostanze tossiche per la riproduzione che si utilizzano in detergenti, cosmetici, articoli profumati, lucidi e miscele di cere.
  • acido ortoborico, sale sodico: tossiche per la riproduzione, anche se non registrato in REACH si può utilizzare come solvente e inibitore di corrosione;
  • 2,2-bis(bromometil)propan1,3-diolo (BMP); 2,2-dimetilpropan-1-olo, tribromo derivato/3-bromo-2,2-bis(bromometil)-1-propanolo (TBNPA); 2,3-dibromo-1-propanolo (2,3-DBPA): sostanze cancerogene. A seconda della tipologia, si utilizzano nella produzione di resine polimeriche, di polimeri, in applicazioni di schiuma monocomponente (OCPF) e nella fabbricazione di prodotti in plastica.
  • Glutaraldeide: ha un effetto sensibilizzante sulle vie respiratorie. Sostanza utilizzata in biocidi, concia della pelle, lavorazione di pellicole a raggi X e cosmetici;
  • MCCP – Medium chain chlorinated paraffins: sostanze persistenti per cui si rischia il bioaccumulo e tossiche (PBT), utilizzate come ritardanti di fiamma, additivi plastificanti in plastica, sigillanti, gomma e tessuti;
  • fenolo, prodotti di alchilazione (principalmente in posizione para) con catene alchiliche ramificate o lineari ricche di C12 da oligomerizzazione, che ricoprono eventuali singoli isomeri e/o loro combinazioni (PDDP): tossici per la riproduzione e interferenti endocrini. Si utilizzano nella preparazione di materiali additivi per lubrificanti e di detergenti per sistemi di alimentazione;
  • 1,4-diossano: sostanza cancerogena e che ha probabili gravi effetti sulla salute umana e l’ambiente. Si utilizza come solvente;
  • 4,4′-(1-metilpropilidene) bisfenolo (bisfenolo B): interferente endocrino, non registrato in REACH può essere utilizzato nella produzione di resine fenoliche e di policarbonato.

nuove sostanze pericolose lista echa

@ECHA

 sostanze pericolose lista echa 2

@ECHA

 

Del Bisfenolo B abbiamo già parlato in quanto, da tempo, si sospetta che questa sostanza agisca al pari del Bisfenolo A. (Leggi anche: Non solo Bisfenolo A: “anche il Bisfenolo B è un interferente endocrino”, la Francia chiede nuove regole).

La maggior parte delle sostanze, come si legge sul sito dell’ECHA, sono state aggiunte all’elenco in quanto tossiche per la riproduzione, cancerogene, sensibilizzanti delle vie respiratorie o interferenti endocrini. Dunque le preoccupazioni riguardano la salute umana.

Per questo:

Le aziende devono rispettare i loro obblighi legali e garantire l’uso sicuro di queste sostanze chimiche. Devono inoltre notificare all’ECHA, ai sensi della direttiva quadro sui rifiuti, se i loro prodotti contengono sostanze estremamente preoccupanti. Questa notifica viene inviata alla banca dati SCIP dell’ECHA e le informazioni saranno successivamente pubblicate sul sito web dell’Agenzia.

Gli importatori e i produttori di articoli che utilizzano una o più di queste sostanze hanno sei mesi di tempo dalla data della sua inclusione nell’elenco (8 luglio 2021) per informare l’ECHA. I fornitori di sostanze che si trovano nell’elenco delle sostanze candidate (fornite da sole o in miscele) devono fornire ai propri clienti una scheda di dati di sicurezza.

Come scrive l’ECHA:

Ai sensi del regolamento REACH, le aziende possono avere obblighi legali quando la loro sostanza è inclusa – da sola, in miscele o in articoli – nell’elenco delle sostanze candidate. Qualsiasi fornitore di articoli contenenti una sostanza dell’elenco delle sostanze candidate al di sopra di una concentrazione dello 0,1% peso in peso deve fornire informazioni sufficienti ai propri clienti e consumatori per consentire un uso sicuro.

In futuro, queste stesse sostanze potrebbero essere inserite nell’elenco delle autorizzazioni, il che significa che le aziende per poter continuare ad utilizzarle, dovrebbero chiedere una specifica autorizzazione.

Fonte: ECHA

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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