I medici italiani inventano doppio ventilatore polmonare in grado di salvare più pazienti

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Ogni giorno combattono per salvare vite umane al fianco dei pazienti attaccati ai respiratori e ne conoscono le problematiche. Così, due rianimatori di Bologna e Milano hanno ideato un prototipo di ventilatore in grado di aiutare contemporaneamente due pazienti affiancati.

In piena emergenza coronavirus, nei reparti di terapia intensiva troppo pieni, due medici hanno aguzzato l’ingegno e trovato il modo di sfruttare un unico ventilatore per servire due ammalati contemporaneamente.

In queste ore concitate, alcuni medici oltre a curare i pazienti stanno andando oltre e stanno mettendo a disposizione anche le loro competenze per trovare soluzioni in grado di fornire il maggiore aiuto possibile. I loro nomi sono Marco Ranieri dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna e Alberto Zanella del Policlinico di Milano.

Utilizzando gli strumenti messi a disposizione dall’azienda di Mirandola (BO), Intersurgical, i due medici hanno trovato il modo di rimediare all’insufficienza di ventilatori nelle terapie intensive degli ospedali italiani, necessari per i malati di Coronavirus e in meno di due giorni hanno messo a punto un prototipo già testato con successo al Sant’Orsola. Positivo il primo test condotto presso l’ospedale di Bologna.

Di fatto esso è in grado di raddoppiare i posti in terapia intensiva e potrà essere usato anche in tutti gli altri ospedali italiani.

Il commissario straordinario per l’emergenza Covid 19 Sergio Venturi ha lodato l’operato dei due medici e ha fatto sapere:

“Già nei prossimi giorni ordineremo quelli necessari e i primi saranno inviati nelle province dove la situazione è più critica. È davvero una notizia straordinaria”.

Plauso anche da parte del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini:

“72 ore per realizzare un circuito innovativo che permette di utilizzare un ventilatore polmonare per più pazienti contemporaneamente. Uno strumento messo a punto da un’azienda di Mirandola, nel distretto biomedicale modenese, che potrebbe rivelarsi fondamentale per moltiplicare i posti letto in terapia intensiva. È già stato testato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna e funziona. Già nei prossimi giorni ordineremo quelli necessari e i primi saranno inviati nelle province dove la situazione è più critica. È davvero una notizia straordinaria, che dice tanto della nostra terra. Ci siamo sempre rialzati, e lo faremo anche questa volta. Insieme”.

Una notizia che fa ben sperare anche in vista del numero di contagiati che purtroppo non accenna a diminuire.

Fonti di riferimento: Facebook/Stefano Bonaccini, Il resto del Carlino

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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