Una mascherina va bene, due “aderenti” ancora meglio. Il Cdc aggiorna le linee guida sulle mascherine doppie

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Torniamo a parlare di un oggetto che è diventato di uso comune nell’ultimo anno: le mascherine. Quali utilizzare e come? Davvero una doppia mascherina può proteggerci meglio dal coronavirus? Sull’argomento è intervenuto ora anche il CDC (Centers for Disease Control e Prevention) americano che ha condotto uno studio per capire l’efficacia di mascherine singole e doppie in diverse situazioni.

Ormai le conosciamo bene e sappiamo che esistono vari tipi di mascherine ma, oltre che della qualità di questi dispositivi, dovremmo preoccuparci anche della vestibilità e dell’aderenza. In questo senso si parla sempre più spesso della possibilità di stratificare diverse mascherine per avere una protezione maggiore.

Le mascherine chirurgiche sono un’opzione popolare ma, sebbene queste siano utili a proteggere chi le indossa da goccioline di grandi dimensioni, sono meno efficaci contro le minuscole particelle virali, perché generalmente non si adattano saldamente al viso di chi le indossa.

Ecco allora che, come già evidenziato da precedenti ricerche, mettere una mascherina in tessuto ben aderente su una mascherina chirurgica si rivela utile, in certi casi, a proteggere maggiormente dal coronavirus. Il vantaggio è proprio una maggiore aderenza e vestibilità che aiuta ad eliminare gli spazi vuoti in cui il virus potrebbe insinuarsi.

Leggi anche: Indossare due mascherine ci protegge davvero di più?

Ora anche il CDC si è espresso sull’argomento attraverso uno studio che è arrivato sostanzialmente agli stessi risultati dei precedenti: una mascherina in tessuto indossata sopra una chirurgica migliora la vestibilità e aumenta la protezione dal virus.

Per arrivare ad esprimere questo parere, il CDC ha condotto esperimenti di laboratorio con modelli artificiali per esaminare l’efficacia di diverse mascherine (e tecniche con cui si indossano) nel ridurre la diffusione delle più piccole particelle di SARS-COV 2. Sono stati condotti dunque esperimenti di respirazione simulata con la sola mascherina chirurgica, con una mascherina in tessuto, con una mascherina in tessuto su una chirurgica e con una chirurgica annodata e rimboccata.

Si è visto così che la doppia mascherina aumentava significativamente la protezione per chi la indossava, bloccando l’83% delle piccole particelle da un individuo senza mascherina ma la protezione arrivava al 96,5% se sia un individuo infetto che un individuo non infetto indossavano la doppia mascherina.

Ma, specificano gli autori, anche stringere una singola mascherina chirurgica intorno alle orecchie per aumentare la vestibilità (utilizzando un trucco noto come “annoda e piega” che potete vedere nella seguente immagine), ha permesso di adattare perfettamente il dispositivo al viso senza creare spazi vuoti, migliorando notevolmente il grado di protezione.

@CDC

Una singola mascherina chirurgica annodata e indossata in maniera aderente riduceva l’esposizione alle particelle virali di circa il 65% se l’altra persona non la indossava ma superava il 90% se invece entrambe le persone utilizzavano lo stesso sistema.

La sola mascherina chirurgica, posizionata tradizionalmente, bloccava invece il 42% delle particelle se l’altro individuo non la indossava.

@CDC

Il dottor John Brooks, ufficiale medico capo per la risposta all’emergenza COVID-19 del CDC, ha affermato che i risultati della ricerca suggeriscono che la combinazione dell’aderenza di una mascherina in tessuto con la filtrazione di una maschera chirurgica è una buona opzione.

@CDC

Lo studio comunque ha anche dei limiti, i risultati non sono proprio generalizzabili a tutte le situazioni, potrebbero non essere validi ad esempio per gli uomini che hanno una barba lunga o per i bambini che hanno un volto più piccolo.

Inoltre, lo studio non ha analizzato cosa avviene in caso si utilizzino due mascherine chirurgiche o due mascherine in tessuto e ha preso in esame un solo tipo di mascherina in tessuto, sebbene sul mercato ne esistano di diverso genere.

Fonte: CDC

Leggi anche:

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
Foodspring

Colazione proteica vegan per chi la mattina ha il tempo contato

eBay

Pulizie di primavera: fai ordine in casa e nell’armadio vendendo online quello che non usi

NaturaleBio

ebay

Seguici su Instagram
seguici su Facebook