Donna inglese allergica all’elettricità

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Vivere sempre lontana dai campi elettromagnetici e dall’elettricità, di qualsiasi tipo. È questo l’incubo in cui è costretta a vivere Janice Tunnicliffe, una donna britannica di 55 anni, madre di due figli.

Niente bollitore elettrico, lavatrice, ma anche televisione, pc, radio e internet, cellulari e ogni altro dispositivo che possa generare un campo magnetico. Sembra uno scenario d’altri tempi, ma è pura realtà. La donna è costretta ad allontanarsi nel weekend dalla città per recarsi in campagna, dove la sue giornate sono illuminate soltanto dalle candele. Non solo. Ha dovuto schermare le finestre della sua casa e chiedere ai vicini di non utilizzare la connessione internet wi-fi.

La sua storia raccontata sull’edizione online di Express, ha davvero dell’incredibile, ma la donna è affetta da una rara patologia chiamata elettrosensibilità, che colpisce, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’1 al 3% della popolazione mondiale.

Quali conseguenze subisce la donna quando si accosta ad un campo elettromagnetico? Cefalea, nausea, dolori al petto, fastidiosi formicolii alle gambe e alle braccia. Alla base della patologia, vi sarebbe stato un ciclo di chemioterapia cui la donna avrebbe fatto ricorso tre anni prima a seguito di un cancro all’intestino. “All’inizio credevo che si trattasse delle conseguenze delle chemio – ha spiegato la donna -, ma l’oncologo si è stupito del fatto che a distanza di sei mesi io stessi ancora soffrendo. Sono fortunata perché vivo in una zona rurale, ma non potrei mai vivere in una città“.

La cosa davvero assurda è che non tutti gli stati la riconoscono come malattia. In Svezia e Svizzera lo è, ma in Gran Bretagna secondo i medici ha un’origine psicosomatica.

Pur non volendo, la donna vive non utilizzando l’energia elettrica, quindi non inquinando l’ambiente. Ma davvero bisogna stare male per eliminare gran parte delle fonti di elettricità e dunque di emissioni inquinanti?

Francesca Mancuso

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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