Donna incinta positiva al coronavirus guarisce grazie alla cura con plasma iperimmune. È il primo caso al mondo

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Da Mantova arriva una splendida notizia: una donna incinta affetta da coronavirus è guarita grazie alla cura al plasma iperimmune. Un risultato straordinario che è il primo al mondo: non si ha infatti notizia al momento di altre donne in stato di gravidanza positive al Covid-19 e guarite con questa tecnica.

Si chiama Pamela Vincenzi e ha 28 anni la donna incinta che è guarita dal coronavirus grazie alla terapia con il plasma, utilizzata all’ospedale Carlo Poma di Mantova per combattere il covid-19.

La plasmaterapia consiste nel trattare i malati con infusione di sangue contenente plasma iperimmune, donato da persone che sono già guarite dal coronavirus e su cui, tramite opportune analisi, è stata valutata la presenza di anticorpi attivi contro il nuovo virus.L’uso di questa tecnica nel trattamento del Covid-19 è molto promettente e, in quest’occasione, ha dimostrato di essere efficace anche sulle donne incinte.

Pamela era arrivata in ospedale il 9 aprile e le sue condizioni, il giorno successivo, erano diventate gravi a tal punto da essere necessario trasferirla nel reparto di Pneumologia. Da qui l’esigenza di intervenire prontamente per evitare danni alla mamma e alla bambina che porta in grembo.

Su di lei è stata utilizzata appunto la terapia al plasma a cui, all’ospedale di Mantova, sono attualmente sottoposti anche altri 4 pazienti mentre 5 malati di Covid-19 vengono trattati con la stessa tecnica al Policlinico San Matteo di Pavia. Tra i due ospedali è stato siglato un protocollo che fino ad ora ha previsto l’infusione di plasma iperimmune su 24 pazienti, per un totale di 50 sacche dell’emocomponente infuse.

A Pamela sono bastate due sacche di plasma iperimmune per tornare a stare bene. Come ha commentato entusiasta Giuseppe De Donno, direttore del reparto Pneumologia dell’ospedale di Mantova:

“Dopo la terapia con il plasma, il miglioramento è stato decisivo. I due tamponi che le abbiamo effettuato sono negativi”.

Come ha raccontato Gianpaolo Grisolia, responsabile dell’Attività di Patologia Prenatale e della Gravidanza, per proteggere il feto si è evitato di ricorrere alla ventilazione assistita e:

“il vantaggio di una rapida guarigione consente di non mantenere il bambino in un ambiente ostile, con una scarsa ossigenazione. Dal punto di vista ecografico va tutto bene. Il feto è alla 24esima settimana”

Pamela ieri è tornata a casa in compagnia del marito e ha potuto riabbracciare la sua prima figlia che ha 2 anni.

La bimba che tra non molto nascerà si chiamerà Beatrice Vittoria, un modo per festeggiare e ricordare sempre il suo primo successo, ottenuto quando era ancora nella pancia.

L’esperienza di una donna guarita dal COVID-19 che ha donato il suo plasma:

Fonte di riferimento: Asst Mantova 

Leggi anche:

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
eBay

Dall’iPhone al Samsung, i migliori smartphone da acquistare ricondizionati

eBay

Come scegliere la migliore piscina fuori terra per giardino o terrazzo

Consorzio del Prosecco

Salvaguardia della biodiversità e superfici destinate a siepi e boschetti: il contributo del Consorzio del Prosecco

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook