Dieta e digiuno per combattere le infiammazioni

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Il digiuno contro le infiammazioni. Pare sia questo il metodo più efficace per prevenire e combattere stati infiammatori associati a diverse condizioni e patologie come l’aterosclerosi, il diabete di tipo 2 e diverse patologie autoimmuni, malattie neuro-degenerative comprese.

A confermare i benefici di un vero e proprio “digiuno terapeutico” sono i ricercatori americani della School of Medicine di Yale che in uno studiohanno scoperto che una sostanza prodotta dall’organismo mentre si è a dieta o si pratica il digiuno può bloccare una parte del sistema immunitario coinvolto proprio nelle infiammazioni.

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Insomma, ridurre l’apporto di calorie è di fondamentale importanza nel prevenire molte delle malattie associate all’invecchiamento e ad uno stile di vita sedentario, dal momento che mangiare di meno e persino digiunare (per determinati periodi, chiaro) attivano la produzione di una molecola capace di spegnere l’infiammazione cronica.

Sotto osservazione è il β-idrossibutirrato (BHB) che pare sia in grado di inibire l’NLRP3 che a sua volta rientra in un insieme complesso di proteine che guidano la risposta infiammatoria in molte patologie, tra queste anche diverse malattie autoimmuni. Il BHB è un metabolita prodotto in risposta a uno stato di digiuno, all’esercizio fisico ad alta intensità, a un ridotto apporto calorico, o alla pratica di una dieta chetogenica (a basso contenuto di carboidrati e alto di proteine e lipidi).

Dagli esperimenti, è venuto fuori che con l’aumentare del livello di BHB nel sangue, il livello dell’infiammazione si riduce sia nel caso di una dieta che nel caso di un digiuno. Un buon risultato, dunque, che fa pensare che in futuro un digiuno terapeutico possa essere utilizzato nel trattamento precoce di molte malattie che condividono un’aumentata produzione di molecole in grado di scatenare la risposta infiammatoria.

Tutti a digiuno allora? Non proprio. È vero infatti che, di contro, molti possono essere altri rischi in agguato per la salute. Il digiuno, insomma, capace di rendere più vigile e forte il nostro organismo, deve essere tuttavia sempre programmato per un tempo limitato e assistito da specialisti.

Germana Carillo

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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