La depressione post parto è triplicata durante la pandemia di coronavirus

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Le misure di isolamento sociale e fisico stanno mettendo a dura prova la salute mentale di molti di noi, nonostante il ravvio delle attività con la Fase 3. Le conseguenze del confinamento iniziano ad emergere.

Come dimostra un nuovo studio dell’Università di Alberta in Canada, che ci riporta un dato agghiacciante: la depressione nelle donne in dolce attesa e nelle neo mamme è quasi triplicata durante la pandemia di coronavirus.

Lo studio rivela che il numero di donne che hanno riportato sintomi di depressione materna è aumentato al 41%, rispetto al 15% di prima dell’inizio della pandemia.

Il sondaggio ha coinvolto 900 donne, 520 delle quali erano in stato di gravidanza e 380 delle quali avevano partorito negli ultimi 12 mesi. A ciascuna partecipante è stato chiesto di rispondere sui sintomi di depressione e ansia prima e durante la pandemia.

Le donne incinte e quelle che hanno partorito di recente hanno già un rischio maggiore di depressione e ansia, con circa una su sette alle prese con i sintomi subito dopo aver avuto il loro bambino.

Ora i ricercatori ci dicono che la crisi sanitaria globale ha aggravato questa situazione, con la probabilità che la depressione materna a sia aumentata in maniera davvero preoccupante.

“Le misure di isolamento sociale e fisico indispensabili per ridurre la diffusione del virus stanno mettendo a dura prova la salute fisica e mentale di molti di noi”, spiega la dott.ssa Margie Davenport, coautrice dello studio. “Sappiamo che sperimentare depressione e ansia durante la gravidanza e il periodo postpartum può avere effetti dannosi sulla salute mentale e fisica della madre e del bambino, che possono persistere per anni”.

Alcuni sintomi comuni includono una persistente sensazione di tristezza, perdita di interesse per il mondo, mancanza di energia, difficoltà a dormire e sensazione di incapacità di prendersi cura del bambino. Gli effetti possono includere parto prematuro, riduzione del legame madre-bambino e ritardi nello sviluppo dei neonati.

Cosa fare per chiedere aiuto

Se si pensa di essere depresse è consigliabile parlarne con il medico di base o con l’ostetrica. Molte ostetriche, infatti, sono state formate a riconoscere la depressione post partum, a fornire supporto e aiuto e possono indicare a chi rivolgersi per superarla. In alcuni casi, anche il neo-padre potrebbe aver bisogno di un supporto psicologico e, in questo, caso va incoraggiato a farsi aiutare il prima possibile.

Pensare di poter affrontare da soli la depressione post partum è sbagliato perché:

  • esistono varie possibilità di aiuto e di supporto
  • la depressione è una malattia come le altre
  • non bisogna sentirsi in colpa se si è depressi, può succedere a chiunque
  • essere depressa non vuol dire essere una cattiva madre
  • essere depressi non significa che si sta impazzendo
  • in caso di depressione post partum il bambino non sarà tolto alla mamma, i bambini vengono presi in cura solo in circostanze del tutto eccezionali

Fonti: Frontiers in Global Women’s Health/ Yahoo

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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