Osteoporosi: la curcuma associata alla stampa 3D aiuta anche la ricrescita ossea

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La curcuma favorisce anche la ricrescita ossea: stampando scaffold ossei rivestiti per il 35-40% di curcumina ricavata dalla spezia si osservano miglioramenti nelle cure di pazienti feriti o affetti da osteoporosi. La conferma arriva da una ricerca della Washington State University.

L’osso umano è fatto di cellule che si rimodellano costantemente per tutta la vita. Ma quando le persone invecchiano, questo processo di rigenerazione spesso non funziona altrettanto bene: le ossa diventano quindi più deboli e possono fratturarsi.

Inoltre si può andare incontro a osteoporosi, una condizione in cui lo scheletro è soggetto a perdita di massa ossea e resistenza causata da fattori nutrizionali, metabolici o patologici (molto comune, per esempio, nelle donne in menopausa).

Molti dei farmaci usati per questa patologia agiscono rallentando o fermando la distruzione dell’osso vecchio o formando nuovo osso. Incidono quindi aumentandone la densità, ma possono creare anche squilibri nel ciclo di rimodellamento naturale, favorendo la crescita di ossa “di qualità inferiore”.

Molte dunque le ricerche sugli scaffold ossei, ovvero impalcature sulla quale l’organismo può rigenerare l’osso, un tema con un’applicabilità su quasi 75 milioni di persone nel mondo affette da malattie e disturbi muscolo-scheletrici. Negli ultimi tempi gli studi si sono concentrati in particolare su scaffold biologici tridimensionali (3D).

Parallelamente, erano già note molte proprietà benefiche della curcuma. In particolare tante ricerche scientifiche hanno mostrato potenzialità antinfiammatorie, antiossidanti, antidolorifiche e in generale curative nei confronti del nostro corpo di questa spezia dal colore giallo-arancio, conosciuta anche come “zafferano delle Indie” proprio per questa caratteristica cromatica.

E oggi abbiamo una bella notizia in più: rivestendo parzialmente (35-40%) gli scaffold ossei ceramici di curcumina, che è estratta dalla curcuma, la rigenerazione ossea è favorita. I dispositivi, inoltre, sono stati ottenuti tramite stampante 3D.

I ricercatori hanno racchiuso la sostanza in un polimero idrofilo, ovvero solubile in acqua, in modo che potesse essere gradualmente rilasciata dagli scaffold in ceramica, dimostrando un’accelerazione nella proliferazione di nuove cellule ossee e vasi sanguigni nel tessuto circostante.

Il risultato appare inconfutabile, ma il meccanismo ancora non è chiaro e necessita quindi di approfondimenti. “Dobbiamo usare il “veicolo giusto” per il rilascio spiega Susmita Bose, che ha guidato la ricerca – Abbiamo infatti bisogno di caricare e rilasciare la sostanza in modo controllato e duraturo”.

Oltre alla curcumina, i ricercatori stanno studiando anche altri rimedi naturali, tra cui composti di aloe vera, zafferano, vitamina D, aglio, origano e zenzero. Bose si concentra sui composti che potrebbero aiutare con i disturbi ossei, compresi quelli che favoriscono la crescita delle ossa o che hanno proprietà antinfiammatorie, di controllo delle infezioni o anti-cancro.

Il lavoro, finanziato dal National Institutes of Health, è stato pubblicato su Materials Today Chemistry.

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Roberta De Carolis

Foto: Washington State University

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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