Test a domicilio in Portogallo, per testare l’immunità della popolazione al COVID-19

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Dallo scorso giovedì, sei squadre hanno effettuato test porta a porta tra la popolazione di Cascais, una cittadina di 180mila abitanti, non lontano da Lisbona. Vanno di casa in casa per avere un quadro dello stato di salute della popolazione. Puntano a raggiungere 400 campioni settimanali nei prossimi due o tre mesi per accertare l’eventuale contagio da coronavirus.

Sta succedendo in Portogallo e in particolare nella città di Cascais, dove le autorità comunali hanno avviato questo progetto di ricerca per cercare di arginare la diffusione del Covid-19. Il consiglio comunale sta conducendo test di immunità sulla popolazione. Esami gratuiti, casuali e a domicilio su 400 residenti per avere un quadro della percentuale di persone esposte al coronavirus che hanno sviluppato gli anticorpi e sono quindi immuni.

Per lo studio verrà usato un test rapido degli anticorpi IgM/IgG svolto da due operatori con apposite tute protettive. Non un tampone quindi ma un esame del sangue fatto con una piccola puntura sul dito che in soli 15 minuti darà l’esito, senza la necessità di spostarsi in ospedale.

Il comune ha contattato telefonicamente 400 residenti scelti casualmente. Essi, se lo vorranno, potranno effettuare il test e sapere se sono stati colpiti dal virus anche in assenza di sintomi.

“Cascais ha ipotizzato, fin dal primo momento, uno scenario grave della pandemia da Covid19. Ha chiuso le spiagge, inviato ordini per forniture mediche, stabilito partnership, adottato misure per la popolazione in generale, ma anche specifiche per famiglie e aziende. Ora vuole sapere come si sta diffondendo il coronavirus nel comune in modo da poter agire più rapidamente dove è più necessario” si legge nel comunicato ufficiale.

Le persone da sottoporre al test, già partito in questi giorni, sono state identificate sulla base dei dati contenuti nel contratto per la fornitura d’acqua. Il campione di studio è stato

“definito in modo casuale sulla base di metodi statistici”.

Ad ogni indirizzo di casa, solo uno dei membri della famiglia verrà selezionato per il test. Tuttavia, su richiesta, anche gli altri membri potranno sottoporvisi in un secondo momento.

Quanto è sicuro questo studio?  A rispondere è il Comune di Cascais:

“Stimiamo di effettuare 400 test validi al fine di garantire un margine di errore massimo del +/- 5% per un livello di confidenza del 95,5%. L’intero studio è condotto dal Consiglio comunale di Cascais, con la collaborazione di Águas de Cascais implementata sul campo da tecnici specializzati della società di studi e sondaggi Pitagórica e dall’ONG Paramédicos”

E in Italia?

Al momento non vi sono certezze. I cittadini lo chiedono da tempo e in questi giorni, anche in vista di una parziale riapertura e della Fase 2, si parla sempre più spesso di effettuare test sierologici sulla popolazione, come ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro durante la conferenza stampa di ieri:

“Servono test più rapidi per la ricerca degli anticorpi. Stiamo pensando di fare questo tipo di indagine e stiamo mettendo a punto le tecnologie per poterlo fare. Stiamo cioè lavorando per poter fare a stretto giro un’indagine di prevalenza sierologica”.

Fonti di riferimento: Cascais, Ansa

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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