Parchi chiusi in tutta Italia e sport solo sotto casa. L’ordinanza del Ministero della Salute non è la stretta che aspettavamo

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Coronavirus, il Governo stringe le maglie e “unisce” tutta Italia: parchi chiusi su tutto il territorio nazionale e sport solo sotto casa, da soli. L’ordinanza del Ministero della Salute in parte segue quello già fatto a livello regionale e comunale, ma non è ancora quello che ci aspettavamo. In realtà, non sembra cambi moltissimo rispetto a quanto già in vigore.

Lo sport fa bene, anche al sistema immunitario ora particolarmente importante, ma, dopo ripetute denunce e segnalazioni di attività sportiva in gruppo e stranamente ben lontano dalla propria abitazione, molti governatori e sindaci (incluso il centro sud dove si teme l’impennarsi dei contagi, anche a seguito dei ripetuti esodi dal Nord) avevano autonomamente chiuso i parchi pubblici, spesso fin troppo affollati in un Paese in totale emergenza sanitaria.

Era “solo” il 12 marzo quando il Governo, a seguito delle prime pesanti restrizioni per contenere l’emergenza, chiariva come parchi e giardini pubblici potessero restare aperti per garantire lo svolgimento di sport ed attività motorie all’aperto, a patto che queste non fossero in gruppo e che si rispettasse la distanza interpersonale di un metro.

Ma niente, non ce la possiamo fare: l’Italia ha superato anche la Cina nel numero di morti  ma le denunce per mancato rispetto delle norme di contenimento del virus superano i contagi. Andando avanti così rischiamo di uscire da questa crisi molto più tardi di quanto si potesse pensare.

E quindi una nuova stretta, ben lontana comunque da quella attesa: restano infatti aperte alcune fabbriche con produzione di dubbia necessità e, di fatto, le uscite “per necessità” potrebbero essere potenzialmente infinite.

Sull’ordinanza, valida fino al 25 marzo (per ora) si legge:

  • è vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici;
  • non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona;
  • sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali;
  • restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;
  • nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.

Per ora, dunque, nessuna proroga della quarantena, nessuna misura che impedisca, nei fatti, le multiple uscite e nessuna chiusura obbligata di altri impianti produttivi e fabbriche, come chiesto da molti governatori, sindaci ma anche comuni cittadini.

É possibile che arrivino altri aggiornamenti nei prossimi giorni, ma intanto in Italia si continua a morire.

Per leggere l’ordinanza completa è sufficiente collegarsi a questo link.

Fonti di riferimento: Ministero della Salute

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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