Coronavirus: pacchi e ristoranti cinesi non sono pericolosi. Le rassicurazioni di Oms e Iss

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Mentre sono stati accertati i due casi di coronavirus in Italia, a Roma, Organizzazione mondiale della sanità e l’Istituto superiore di sanità stanno pubblicando manifesti, informazioni e rilasciando dichiarazioni per arginare soprattutto fake news che circolano sui social e sulla messaggistica privata. In particolare, sono intervenuti anche sulla questione pacchi e merce provenienti dalla Cina e sul continuare a mangiare o meno nei ristoranti cinesi.

Coronavirus, posso mangiare in un ristorante cinese?

Come si legge sul sito dell’istituto superiore di sanità, mangiare cinese NON è pericoloso perché il virus non si trasmettere per via alimentare e perché oltretutto in Europa è vietata l’importazione di animali vivi e carne cruda dalla Cina. Sempre l’Istituto superiore della sanità sottolinea che i coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali (come toccare o stringere la mano e portarla alle mucose)
  • toccando prima un oggetto o una superficie contaminati dal virus e poi portandosi le mani (non ancora lavate) sulla bocca, sul naso o sugli occhi
  • contaminazione fecale (raramente)

Coronavirus, il virus può viaggiare nei pacchi dalla Cina?

Arriviamo adesso alla questione pacchi dalla Cina, qui a rispondere è l’Organizzazione mondiale della sanità che tramite il responsabile delle comunicazioni OMS Christian Lindmeier spiega che non c’è nessun pericolo di contagio. Come sappiamo, moltissimi prodotti vengono dal mercato cinese o sono assemblati proprio li. Parliamo di casalinghi, oggetti per la casa, giocattoli, elettronica e tanto altro. In questi giorni, sui social in molti lanciavano allarmi di non acquistare più online prodotti di questo tipo. Ma è intervenuta l’Organizzazione mondiale della sanità proprio per rispondere alla domanda: il coronavirus può viaggiare dentro un pacco e resistere poi fino all’apertura in Europa o in Italia? La risposta dicono gli esperti è NO e il motivo riguarda la durata della spedizione, troppo lunga per permettere al virus di sopravvivere.

“Se io tossisco sulla mano e passo un telefono, per esempio, ci può essere contagio, ma il tempo di sopravvivenza del virus è molto, molto ridotto e forse dopo mezzora non può più contaminare persone”, chiosa Christian Lindmeier.

A confermare questa tesi anche il Centers for Disease control and Prevention , il CDC statunitense che sul tema pacchi dalla Cina spiega:

“In generale, a causa della scarsa sopravvivenza di questi coronavirus  esiste probabilmente un rischio molto basso di diffusione da prodotti o imballaggi che affrontano una spedizione di giorni o settimane. Attualmente non ci sono prove a supporto della trasmissione di 2019-nCoV associato a merci importate e non vi sono stati casi di 2019-nCoV negli Stati Uniti associati a merci importate”.

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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