Coronavirus, Borrelli: ‘Staremo a casa anche il 1 maggio’ possibile proroga restrizioni fino al 16. Poi fa marcia indietro

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Anche l’1 maggio a casa? L’Italia intera è ferma dal 10 marzo a causa della pandemia di coronavirus e lo sarà anche a Pasqua e Pasquetta. Il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli si era lasciato andare a questa previsione, avanzando anche possibili restrizioni fino al 16 maggio. Ma ha poi ritrattato, sostenendo che tutto dipenderà dai dati delle prossime settimane. Ecco cosa è accaduto.

Stando all’ultimo decreto firmato dal Presidente del Consiglio Conte, staremo a casa fino al 13 aprile. Ma al programma Radio Anch’io di Rai Radio 1, il Capo della Protezione Civile Massimo Borrelli ha ipotizzato una prossima estensione delle restrizioni includendo l’1 maggio. Parole difficili da accettare, che però riflettono una situazione ancora in bilico nel nostro Paese.

Le dichiarazioni, rilasciate nella mattinata del 3 aprile, sono state più volte riprese da altre testate nelle ore successive, spingendo poi Borrelli ad un parziale passo indietro, sia nel corso della consueta conferenza stampa delle 18, sia in serata ad Ansa. Tutto dipenderà dai dati.

Nel corso della discussa intervista, disponibile su Rai Play Radio, si sente Angelo Borrelli parlare tra i minuti 28′ e 37′, durante i quali conferma una situazione stazionaria, con aumento dei guariti, e una diminuzione degli accessi in terapia intensiva. Dati confortanti che però riflettono il lockdown deciso ormai 3 settimane fa.

Ma questa crisi non può passare da un giorno all’altro così presto, ribadisce Borrelli, che ipotizza un lockdown di molte settimane, includendo l’1 maggio tanto amato dagli italiani. “Staremo a casa anche l’1 maggio?” viene chiesto esplicitamente. “Credo proprio di sì” risponde il Capo della Protezione Civile.

Il coronavirus infatti infetta ancora, seppur con dati più contenuti rispetto al passato, anche in Lombardia dove comunque permane una situazione di emergenza. L’approccio richiesto è dunque ancora del massimo rigore per evitare facili entusiasmi che potrebbero portare solo ad una nuova catastrofe.

Dunque una situazione controllata e per certi versi incoraggiante, ma non ci si può permettere alcun abbassamento della guardia.

“I numeri parlano chiaro – dichiara Borrelli – crescono i positivi che sono a casa, in terapia intensiva ci si arriva da un ricovero con sintomi e non mi risultano dati di ospedali che non riescono a garantire il ricovero. […]105 pazienti sono stati portati in altre regioni e 32 in Germania. […] Il sud regge ma bisogna essere prudenti, non uscire di casa, seguire alla lettera le indicazioni”.

In un’altra intervista, alla trasmissione “Circo Massimo” su Radio Capital, Borrelli  aveva fornito alcune indicazioni sulla cosiddetta “fase 2”. Alla domanda: il 16 maggio potrebbe essere la data giusta per la fase 2?, Borrelli risponde: “Se l’andamento non cambia – ha risposto il capo della Protezione civile -, potrebbe essere, come potrebbe essere prima o dopo, dipende dai dati»”.

Impossibile per ora dire se ci sarà obbligo di usare le mascherine, che attualmente comunque hanno una richiesta fino a 50 volte l’ordinario a livello globale, con una situazione in Italia particolarmente difficile in quanto era assente una produzione in casa e le misure per la riconversione non possono portare ad un boom di prodotti immediato.

Tutte dichiarazioni vere e incontrovertibili, che però Borrelli ha parzialmente ritrattato specificando di aver in realtà alcuna intenzione di dare date proprio perché i dati sono in evoluzione, ci sono dei tecnici che stanno lavorando e un Governo a cui spettano decisioni formali sulla base di questi dati e di questo lavoro.

“L’orizzonte temporale resta quello del 13 aprile come annunciato dal Presidente del Consiglio” ha concluso.

In attesa di altre eventuali proroghe.

Fonti di riferimento: Rai Play Radio / Ministero della Salute / Ansa

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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