Coronavirus, lo sfogo dell’infermiere: “quanti di voi farebbero il nostro lavoro ora?”

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Nelle zone cosiddette a rischio, ovvero quelle in cui ci sono state decessi e casi ufficiali legati al Coronavirus, gli infermieri e sanitari sono bloccati da 24 ore nei reparti a rischio. Dopo aver lavorato ininterrottamente e senza cambio turno, anche loro adesso sono in quarantena, in attesa dei risultati dei tamponi che confermeranno o meno, la positività al virus cinese che ha già contagiato 80mila persone in tutto il mondo.

Veneto e Lombardia per adesso sono regioni rosse e proprio qui, che infermieri e sanitari sono stremati sia a livello fisico che psicologico e in queste ultime ore stanno lanciando degli appelli cercando spiegazioni sui loro turni infiniti. C’è anche chi sfoga la frustrazione sui propri social, come Luigi Dicorato, un infermiere che apre una parentesi sul mestiere spesso sottopagato e mal gestito dal sistema.

Avete paura ? Paura di andare al supermercato ? Di prendere il treno ? Di andare al teatro , al cinema , al ristorante ? È comprensibile.
Noi infermieri invece, possiamo avere paura ? Ma non di andare nei posti sopra elencati. Di recarci al lavoro. Ogni giorno. Si perché, oggi tutta l’Italia è terrorizzata dal corona virus, ma noi ci siamo sempre. Con la meningite,la TBC, l’HIV, HCV , l’H1N1… Con il sangue, l’urina, il vomito, la sofferenza. Siamo sempre lì, il lunedì, il martedì, il sabato e la domenica. Ma anche la notte, mentre voi dormite tranquilli. Ci siamo anche a Natale, a Pasqua, a Ferragosto. Lasciamo moglie, figli e parenti. A volte asciughiamo le lacrime dei più piccoli che ci chiedono di restare e scappiamo a fare il nostro dovere. Anche noi abbiamo voglia di festeggiare, di essere a casa la domenica con tutta la famiglia. Anche noi abbiamo paura. Ma non possiamo. Perché il nostro dovere è essere in prima linea, da veri professionisti, sempre al fianco di chi ne ha bisogno.

La parola che ricorre più spesso nel suo lungo sfogo è paura. In questi giorni, la psicosi si è impadronita di tutti: supermercati svaligiati, farmacie prese d’assalto, igienizzanti a prezzi esorbitanti, mascherine introvabili. E in questo contesto si inserisce il post di Dicorato che forse diventa proprio una monito a mantenere la calma e ad avere rispetto di chi in questo periodo (e non solo) sta facendo il possibile per assicurare e rassicurare la popolazione in preda al panico.

“Vorrei farvi solo una domanda : quanti di voi farebbero il nostro lavoro ora? Quanti lo farebbero per lo stesso stipendio di un impiegato ( con tutto il rispetto per gli impiegati ) ?
Pochini credo. Quindi, cercate almeno di avere maggiore rispetto e considerazione del ruolo e del lavoro, che ogni infermiere svolge”, chiosa Dicorato.

Nelle ultime ore è intervenuto anche il sindacato degli infermieri, Nursing up, che in una nota stampa chiede al governo di poter ricevere gli strumenti per tutelare l’incolumità degli infermieri e degli operatori sanitari, dopo che molti avevano lamentato che mancano perfino guanti e mascherine.

“Gli infermieri si stanno distinguendo per abnegazione e professionalità nella condivisa lotta di tutto il paese e delle istituzioni a fronteggiare e scongiurare rischi di diffusione del coronavirus. Continueranno a svolgere i propri compiti con altrettanta abnegazione e responsabilità, ma si rende necessaria, tuttavia, l’adozione di misure ulteriori altrettanto indispensabili per il bene della collettività”, chiosa il comunicato.

Fonte: Luigi Dicorato/Facebook, Nursing up

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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