Coronavirus: in Veneto pene più severe. Torna l’obbligo di quarantena

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Il Veneto torna ad avere paura. L’indice RT che riguarda la contagiosità è schizzato letteralmente passando da un livello basso di rischio, pari a 0,43 all’attuale 1,63, superando la soglia di sicurezza, pari a 1. A darne notizia nei giorni scorsi è stato il presidente del Veneto Luca Zaia che ha promesso una nuova ordinanza con misure e pene più restrittive. Ordinanza arrivata oggi che rende obbligatorio il tampone per chi proviene dall’estero. Ma non solo.

Si stringe la cinghia in Veneto passato dal basso all’altro rischio di contagio.  “Abbiamo buttato 4 mesi” ha detto il governatore Zaia che ha reso note le nuove regole valide fino al 31 luglio per chi entra nella regione dall’estero.

Torna l’obbligo di quarantena: ecco in quali casi

L’ordinanza di oggi, 6 luglio 2020 e in vigore per tutto il mese punta a ridurre il rischio di contagi da chi proviene dall’estero. In particolare torna l’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni in 3 casi:

  • contatto a rischio con soggetto risultato positivo al tampone
  • ingresso o rientro in Veneto da Paesi esteri (diversi dai paesi Europei)
  •  compresenza di sintomi di infezione respiratoria e temperatura superiore ai 37 gradi e mezzo.

Di fatto, chi entra o rientra in Veneto da paesi extra europei dovà sottoporsi a tampone appena arrivato e di nuovo dopo 7 giorni se il primo risulta negativo.

Anche i cittadini veneti che si spostano per turismo e rientrano da tali paesi dovranno seguire le stesse disposizioni.

Si inaspriscono le pene

Arrivano anche pene piu severe. Chi rifiuta il ricovero – perché risultato positivo e con sintomi – dovrà essere segnalato all’autorità giudiziaria e verrà denunciato “d’ufficio”. Inoltre., chi viola l’isolamento (ma è negativo) dovrà sborsare una multa di mille euro, se invece lo fa un positivo  rischia il carcere, oltre alla multa.

Perché il Veneto corre ai ripari

“Sta accadendo quello che vi avevo preannunciato. Siamo passati dal rischio basso a rischio elevato da un RT passato da 0,43 a 1,63. Se continuiamo ad andare in giro senza l’uso della mascherina e degli assembramenti, è inevitabile che accada” ha detto Zaia durante la conferenza stampa di oggi.

Complice di questa situazione anche il comportamento irresponsabile di alcuni cittadini e a questo proposito fa riferimento a una persona, tornata il 25 giugno da un viaggio di lavoro in Serbia insieme ad altri due colleghi. Quel giorno l’uomo ha iniziato ad avere alcuni sintomi potenzialmente legati al coronavirus. Nonostante il malessere e la febbre (38°), i giorni successivi ha partecipato a una festa privata e a un funerale, incontrando anche alcuni conoscenti in paese.

Così, il 28 giugno dopo essersi recato al pronto soccorso, nel Vicentino, l’uomo viene sottoposto al tampone e risulta positivo.

“E’ stato trasferito a Vicenza dove viene proposto il ricovero, che ha rifiutato. Tu sei padrone della tua vita, ma se metti a repentaglio quella degli altri, il ricovero dev’essere coatto. Lo dico a quelli di Roma, che vadano in Parlamento e diano strumenti per fare i ricoveri e buttar via la chiave” dice Zaia.

Dopo tanta insistenza l’uomo viene ricoverato il 1° luglio e ora è in rianimazione”. Anche con la consapevolezza del tampone positivo, l’uomo ha avuto dei contatti:

“Abbiamo un centinaio di persone andate in isolamento solo perché nessuno ha avuto coraggio di fermarsi. Abbiamo dato disposizione di avere tolleranza zero e se ci sono elementi per fare denuncia a carico di chi si comporta così, denunceremo. Non è dittatura: non possiamo permettere che ci sia diffusione del virus per l’irresponsabilità di alcune persone”.

Fonti di riferimento: Luca Zaia/Facebook

 

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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