Coronavirus, l’esodo non si ferma: ancora centinaia in fuga verso il Sud e le valli del Nord

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Non come il 7 marzo ma quasi: un altro esodo è un corso dal Nord verso Sud e verso le valli, a dispetto delle raccomandazioni e dei divieti in corso nel nostro Paese. E la preoccupazione che il virus dilaghi è sempre più alta, anche se ora siamo avvisati.

Continuano gli appelli, aumentano i divieti, ma gli italiani non sembrano intenzionati ad ascoltare. Anche questo sabato 14 marzo treni diretti a Sud pieni di persone, in barba alla distanza di sicurezza di un metro e con il concreto rischio di far dilagare l’infezione nel Meridione.

Ma non solo, perché milanesi e torinesi proprietari di seconde case, si stanno riversando nelle valli come se le montagne fossero immuni dal contagio, costringendo i sindaci a usare il megafono per cercare di fermare gli irresponsabili concittadini.

La fuga verso Sud

Un nuovo esodo e appelli disperati di governatori e sindaci del Meridione che temono il collasso di Sistemi Sanitari Regionali, con risorse oggettivamente inferiori di quelle disponibili a Nord, dove pure la situazione è ancora in emergenza.

Secondo quanto riportato dai media locali, ieri 13 marzo due treni da Milano verso la Sicilia e la Puglia erano pieni, il Milano-Siracusa-Palermo delle 20.10 e il Milano-Lecce delle 20.50. Le persone, sulla carta probabilmente autorizzate a spostarsi perché residenti nei paesi di rientro, si uniscono così a tutti coloro che hanno lasciato il Nord nei giorni scorsi.

Solo in Sicilia oltre 20.000 persone tornate nei giorni scorsi si sono iscritte alla piattaforma online della Regione, autodenunciando il  rientro: quasi la metà sono giovani, probabilmente fuori sede, e vengono dalla Lombardia.

E la Sicilia, così come altre regioni del meridione, trema, chiedendo ferrei controlli se non il blocco di questi treni, che rischiano di mettere in ginocchio il Paese.

“Gli enormi sacrifici che gli italiani hanno accettato di compiere per fermare il coronavirus, rischiano di essere vanificati dalle zone d’ombra del Decreto #iorestoacasa come il mancato blocco dei treni – commenta l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone -. Nelle ultime ore, infatti, sembra che sia ripreso il flusso di viaggiatori che lasciano le Regioni del Nord per raggiungere via rotaia il Mezzogiorno, un’emorragia che richiede divieti ancora più stringenti da Roma”.

Il sindacato dei medici Cimo ha espresso forte preoccupazione per questa situazione, denunciando in particolare come scelta imprudente e poco funzionale quella operata dall’ASP Palermo di individuare l’ospedale di Partinico come Covid center. Il nosocomio, infatti, non sarebbe assolutamente attrezzato per questa emergenza, dove mancherebbero strutture, attrezzature e personale adeguato.

E anche dalla Puglia si leva un grido disperato.

“Di nuovo ondate di pugliesi che tornano in Puglia dal nord. E con loro arrivano migliaia di possibilità di contagio in più – scrive su Facebook il Presidente della Regione Michele Emiliano – Avrete probabilmente esibito ai soldati alla stazioni le vostre legittime autocertificazioni sulla motivazione del vostro ritorno, spero che abbiate le mascherine e che teniate la distanza di un metro l’uno dall’altro in treno. Fatto sta che ci state portando tanti altri focolai di contagio che avremmo potuto evitare.

La fuga verso le valli del Nord

Milanesi e torinesi proprietari di seconde case nel Nord, invece, decidono di fuggire tra le montagne, come se lì il coronavirus non potesse attecchire per qualche motivo.

Secondo quanto riportato da La Stampa, l’assessore di Sauze d’Oulx Carlo Giordana, anche vice presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, ieri si è armato di megafono, è salito sull’auto del Comune e, insieme a un vigile urbano, ha girato per tutto il capoluogo e le frazioni. Urlando un messaggio chiaro: “Dovete restare in casa e rispettare le regole”.

Il piccolo paese conta meno di 800 abitanti amministrando 7800 seconde case. Il sindaco denuncia  di aver visto in giro ci sono persone mai viste (non è difficile accorgersene in un centro così piccolo), trovandosi di fronte anche 164 sciatori.

Restiamo a casa!

Fonti di riferimento: Giornale di Sicilia / Facebook/ Livesicilia / La Stampa

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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