Coronavirus: aumentano i contagi al Sud. CNR: “si iniziano a vedere gli effetti del grande esodo dalla zona rossa”

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L’esodo dal Nord verso il Sud nel momento in cui la Lombardia fu considerata zona rossa non fu esattamente una buona idea. Tutti ne avevamo avuto il presagio, ma oggi il CNR ne dà conferma: la crescita dei contagi da coronavirus al Sud avrebbe subito un incremento proprio 3-4 giorni dopo l’esodo dalle regioni del Nord.

Ad analizzare su base giornaliera l’evolversi della diffusione dell’epidemia di Covid-19 in Italia è l’Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio nazionale delle ricerche in collaborazione con l’Imperial College di Londra, che studiano il fenomeno di diffusione del contagio attraverso modelli e metodi matematici e statistici di diverso tipo.

Il primo approccio utilizza modelli parametrici e, in particolare, quello geometrico e quello logistico, che in genere caratterizzano l’evoluzione delle epidemie. In alternativa, è stato considerato un modello matematico a “compartimenti”, usualmente utilizzato in epidemiologia.

Alle tradizionali categorie, ossia i “suscettibili” di essere infettati, gli infetti, i guariti e i deceduti, sono stati aggiunti anche i “portatori sani”, cioè le persone infettate dalla Covid-19 ma asintomatiche

Per questi due approcci, con i dati aggregati a livello di provincia gli studiosi hanno stimato i parametri dei modelli e effettuato previsioni sulle principali caratteristiche del fenomeno di diffusione dell’epidemia, ad esempio la durata, la percentuale di infetti e di decessi.

I numeri del coronavirus in Italia

I principali risultati ottenuti dal CNR analizzando i dati fino al 16 marzo hanno rilevato negli ultimi giorni una modesta diminuzione del tasso di crescita della frazione di contagiati osservati in Lombardia.

A livello di provincia, questo sarebbe accaduto per cinque delle sei più colpite: Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Milano, mentre per Pavia non si registra finora un’evidenza di una diminuzione del tasso.

Tra 6 o 7 giorni ci aspettiamo di vedere una significativa riduzione del tasso di crescita, dovuto alle misure di limitazione della mobilità contenute nel decreto ‘Io resto a casa’ dell’11 marzo”, dicono dal CNR.

Stesse considerazioni possono essere fatte a partire dai risultati delle regioni del centro Italia non confinanti con la Lombardia: Toscana, Umbria, Marche, Lazio ed Abruzzo.

Come dicevamo prima, per le regioni meridionali, escluse Basilicata e Molise, si osserva un aumento del tasso di crescita avvenuto dopo una precedente diminuzione. Un aumento purtroppo avvenuto 3-4 giorni dopo l’esodo dal Nord al Sud dell’8 marzo, giorno dell’approvazione del decreto che istituiva la zona rossa in Lombardia.

Infine, sulla base dei dati disponibili finora secondo il primo approccio, si stima che la stabilizzazione della frazione dei contagiati si avrà in un intervallo compreso tra il 25 marzo e il 15 aprile.

Queste stime – concludono – sono soggette a grande incertezza a causa di vari fattori in gioco e vanno ricalibrate di continuo a seconda dei dati disponibili e dei cambiamenti nei comportamenti individuali a seguito dei decreti governativi”.

Per quanto ci riguarda, ormai quel che è fatto è fatto. Moltissime persone hanno fatto la scelta di tornare nelle proprie regioni di origine e, giusto o sbagliato che sia, non è più possibile condannarle. Molti di loro, magari, erano dei precari ritrovatisi senza lavoro dal un giorno all’altro, con spese di affitto e utenze che sapevano di non poter sostenere, o studenti che avevano in condivisione una sola stanza e un bagno.

Non puntiamo più il dito contro, cerchiamo quella empatia di cui abbiamo bisogno per sentirci davvero uniti in questa lotta. È vero, è tutto così surreale e tutto, tra le mura domestiche, si accentua e ci fa paura. Ma ora non è più il tempo di trovare per forza il nemico untore, non è più tempo di caccia alle streghe. Il nostro compito ora e per i prossimi giorni è restare a casa ed evitare i contatti il più possibile.

Fonte: CNR

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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