Coronavirus: il caso di Vo’ Euganeo dove, grazie ai tamponi a tappeto, da giorni non si registrano nuovi contagi

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Tutti ormai conosciamo almeno di nome Vo’ Euganeo, piccolo centro di poco più di 3000 abitanti in provincia di Padova. Qui c’è stato il primo morto per coronavirus d’Italia e sempre qui è stato effettuato uno studio che, grazie all’utilizzo di tamponi fatti a tutti gli abitanti, indica chiaramente il pericolo dei portatori asintomatici del virus per la diffusione del contagio.

Alcuni scienziati del nostro paese sono convinti che siano stati i test di massa, effettuati a Vo’ Euganeo, a riuscire a fermare, un po’ come è avvenuto in Corea del Sud, l’avanzata del Covid-19. La piccola città della provincia padovana è diventata infatti un caso di studio: su tutta la popolazione sono stati effettuati i tamponi per valutare la presenza del virus.

Si è scelto dunque di fare diversamente rispetto a quanto sta accadendo ancora oggi nel resto d’Italia dove i tamponi vengono fatti solo sulle persone che presentano sintomi chiari della possibile presenza del virus. Gli scienziati dell’Università di Padova, con l’aiuto della Regione Veneto e della Croce Rossa, hanno eseguito invece i campioni su tutti gli abitanti, scovando così anche gli asintomatici.

L’obiettivo dello studio scientifico effettuato a Vo’ Euganeo era studiare la storia naturale del virus, le dinamiche di trasmissione e le categorie a rischio. I ricercatori hanno spiegato di aver testato gli abitanti due volte e che lo studio ha portato alla scoperta del ruolo decisivo, nella diffusione dell’epidemia di coronavirus, delle persone asintomatiche.

Gli asintomatici in questa situazione rappresentano un pericolo reale in quanto non si accorgono di essere portatori del virus, non rispettano la quarantena e dunque rischiano di aumentare, inconsapevolmente, il numero di contagiati. La ricerca ha permesso di identificare almeno sei persone asintomatiche risultate positive per Covid-19.

All’inizio dello studio, il 6 marzo, c’erano almeno 90 infetti a Vò. Da giorni ormai non si registrano nuovi casi.

“Siamo stati in grado di contenere l’epidemia qui perché abbiamo identificato ed eliminato le infezioni sommerse e le abbiamo isolate. Questo è ciò che fa la differenza” ha dichiarato al Financial Times Andrea Crisanti, esperto di infezioni all’Imperial College di Londra che ha preso parte allo studio.

Molti esperti in Italia, e anche i sindaci di alcune località, iniziano a spingere per seguire questo modello, ossia chiedono di effettuare test di massa sui cittadini così da scovare anche gli asintomatici.

Tra di loro è convinto che questa sia la strada giusta per fermare più velocemente il virus anche Sergio Romagnani, professore di immunologia clinica all’Università di Firenze che in una lettera indirizzata alla Regione Toscana ha scritto:

“La percentuale di persone infette, anche se asintomatiche, nella popolazione è molto alta. L’isolamento degli asintomatici è essenziale per poter controllare la diffusione del virus e la gravità della malattia”

Tuttavia, secondo alcuni, i problemi dei test di massa non sono solo di natura economica ma anche di tipo organizzativo. C’è poi chi ritiene che questo genere di controllo a tappeto potrebbe in realtà rivelarsi inutile. Tra questi spicca Massimo Galli, professore di malattie infettive all’Università degli Studi di Milano e direttore delle malattie infettive all’ospedale Luigi Sacco di Milano:

“I contagi sono purtroppo in costante evoluzione. Un uomo che risulta negativo oggi potrebbe contrarre la malattia domani” ha dichiarato Galli al Guardian.

Anche in questo caso, e non c’è da stupirsi visto che non conosciamo ancora tutti i dati necessari  su questo nuovo virus, gli esperti non sono concordi nella strategia più adatta a fermare i contagi nel nostro paese.

Fonte: Il Bo Università Padova / Scienza in reteFinancial Times/ Guardian

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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