I ragazzi autistici possono uscire e fare due passi: i Prefetti e le Regioni Lazio, Marche e Lombardia dicono di sì

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C’è un piccolo mondo silenzioso in questo paradossale rumore che provoca il coronavirus. Che resta lì indifeso, tra quattro mura che non sono per tutti uguali.

Questa “reclusione” che dobbiamo vivere per evitare che il numero di contagi salga non è la stessa per tutti, non è vissuta da tutti allo stesso modo. Lo abbiamo visto con tante donne per le quali stare a casa non è un invito rassicurante, lo abbiamo visto con i nostri bimbi o anche con i nostri genitori più anziani.

Ci sono, per forza di cose, delle categorie che soffrono di più, come segnalato più volte anche dai genitori di ragazzi autistici. Per loro, per esempio, passare intere giornate in casa potrebbe essere controproducente e pericoloso.

Voci, quelle dei genitori di questi ragazzi, che per fortuna in molti casi non sono rimaste inascoltate.

E così, nei giorni scorsi il sindaco di Treviso Mario Conte ha lanciato nei giorni scorsi a tutti i primi cittadini della Marca un appello a concedere “Bici e passeggiate alle famiglie con ragazzi autistici”.

Tutti hanno chiesto e ottenuto dal prefetto Maria Rosaria Laganà di “poter però avere dei gradi di libertà nella gestione quotidiana dei ragazzi certificati con Legge 104 art. 3 comma 3 per poterli portare in bicicletta e/o in una passeggiata, nel rispetto delle regole di sicurezza imposte dalla attuale situazione e naturalmente senza abusarne“.

A Rimini è stato concesso l’accesso a uno spazio verde per i ragazzi autistici in quarantena, in accordo con Comune, Ausl e prefetto.

Alla stessa stregua, anche la Regione Lazio in una nota ha consentito una passeggiata alle persone con grave disabilità intellettiva, disturbi dello spettro autistico e problematiche psichiatriche e comportamentali:

eventuali uscite dall’ambiente domestico come indispensabile azione di prevenzione e gestione delle crisi comportamentali connesse alle relative condizioni psicopatologiche“.

Seguono adfesso anche Marche e Lomabrdia.

Secondo le autorità queste misure non comportano rischi e potrebbero, invece, risultare un valido aiuto per le famiglie interessate già oberate dalle difficoltà pratiche e quotidiane vissute ogni giorno in tempi di Coronavirus.

È per questo che sulla scia di quanto lanciato dalle singole amministrazioni, anche i ragazzi che lavorano da PizzAut, la prima pizzeria in Italia gestita da ragazzi con autismo, chiedono anche per loro un po’ più di tolleranza. Per loro il non muoversi può avere conseguenze psicologiche e fisiche quanto mai negative.

Allo stesso modo, infatti, anche Nico Acampora ha posto l’accento sulla delicata questione. Purtroppo stare chiusi in casa per i ragazzi autistici iperattivi o ipercinetici può comportare vere e proprie crisi, tanto che possono diventare anche aggressivi con i propri familiari.

Una piccola passeggiata di poche centinaia di metri, rispettando tutte le disposizioni di sicurezza e con un certificato rilasciato dal medico… una vera esigenza psico sanitaria per alcune famiglie niente a che vedere con la passione della corsa“, conclude nel post.

Fonte: PizzAut nutriamo l’inclusione / Regione Lazio

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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