Psicosi da Coronavirus: l’allarmismo corre sui social e su whatsapp

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Coronavirus: è salito a 80 morti il bilancio delle vittime del virus in Cina, attualmente in Italia tutti i casi sono risultati negativi e negli aeroporti è attiva una task force di sicurezza. Ma se è vero che non bisogna mai abbassare la guardia, è anche vero che non bisogna lasciarsi trascinare da psicosi e falsi allarmismi.

In queste ultime ore, sui social e anche per messaggistica privata si stanno diffondendo messaggi da contenuti superficiali e poco attendibili che non fanno altro che creare sentimenti di paura e soprattutto psicosi, nei confronti di qualsiasi cittadino di nazionalità cinese che si incontri per strada o in un negozio. Ricordiamo che il virus si trasmette solo se si è stati in stretto e prolungato contatto con il paziente.

“Capisco la paura, ma in Italia questo coronavirus – grazie al cielo -, non è ancora arrivato. Quindi, non c’è motivo di evitare ristoranti cinesi, quartieri cinesi e i cinesi stessi. L’unica cosa che devono fare i cittadini italiani (e io sono stato il primo a dirlo, suscitando qualche critica che ora appare grottesca), è semplice: non andare in Cina. Punto e basta”, spiega Roberto Burioni sul suo sito e riprendendo uno studio pubblicato su The Lancet.

“Il virus della disinformazione e della paura è molto pericoloso”, dice ancora Burioni. E infatti, in situazioni come queste, dove il problema è reale bisogna mantenere la calma e non alimentare allarmismi superficiali.

Tanto per fare un esempio, su WhatsApp sta girando questo messaggio:

coronavirus

Un messaggio che non ha alcun fondamento scientifico, vediamo perché. Innanzitutto sul sito del Ministero della Salute si legge: “La trasmissione da uomo a uomo è stata confermata, ma sono necessarie ulteriori informazioni per valutare la portata di questa modalità di trasmissione . La fonte dell’infezione non è nota e potrebbe essere ancora attiva”.

L’autore del messaggio ci spieghi in che modalità il virus potrebbe essere trasmesso attraverso la catena di distribuzione negli ingrossi? Il virus viaggerebbe all’interno dei pacchi? O c’è qualcuno che pensa che il singolo venditore arrivi in Italia a portare la merce? Ammesso e non concesso che poi effettivamente, i rivenditori cinesi in Italia si riforniscano proprio da Wuhan o zone colpite dal virus, più probabile che lo facciano da rivenditori locali.

Ma purtroppo sui social non è l’unico messaggio che lascia perplessi, c’è chi ipotizza che addirittura anche i prodotti provenienti dalla Cina che si acquistano su Amazon e altri e-commerce possano essere contaminati dal Coronavirus:

coronavirus

E ancora questo messaggio reale ripreso dalla pagina satirica Pülizia Postale DI Facedook:

coronavirus

Non sappiamo dove finisca la fantasia e dove inizi la realtà. Ma qui c’è poco da scherzare per chi piuttosto ha soggiornato di recente in una delle aree a rischio. Scrive il ministero della Salute: “Se nelle due settimane successive al ritorno da aree a rischio si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) a scopo precauzionale:

– contattare il numero telefonico gratuito del Ministero della Salute 1500
– indossare una maschera chirurgica se si è in contatto con altre persone
– utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi le mani regolarmente.

Allora il consiglio è come sempre quello di seguire ciò che di più scientifico esista, ovvero i consigli degli esperti in materia perché ribadiamo che la situazione è seria e non bisogna alimentare il mercato della disinformazione. Sul sito del Ministero della Salute si possono trovare le faq, c’è un sito dedicato che trovate QUI 

Per ulteriori dubbi c’è un numero di pubblica utilità dedicato: 1500

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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