Coronavirus: quello che hanno scoperto i 25 esperti dell’OMS in Cina su contagio e contenimento (e che nessuno ci sta raccontando)

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Il virus, l’epidemia, la trasmissione e la sua progressione: l’Organizzazione mondiale della Sanità ha inviato un team di 25 esperti internazionali in Cina per indagare sul Covid-19 ed ecco i principali risultati che – dopo 10 giorni – non avete ancora letto.

Quello che ormai tutti sanno è che il Coronavirus viene trasmesso attraverso goccioline di saliva solo in seguito a uno stretto contatto con una persona infetta e che, essendo un patogeno appena identificato, non esiste un’immunità preesistente nota negli esseri umani.

È chiaro a tutti, poi, che gli animali domestici non c’entrano nulla così come sono entrati ormai nel nostro stile di vita quotidiana tutte le raccomandazioni relative alle uscite e alle relazioni sociali.

Ma c’è dell’altro? Il team di 25 esperti internazionali che hanno visitato Pechino, Wuhan, Shenzhen, Guangzhou e Chengdu dal 16 al 24 febbraio hanno rivelato alcuni fatti davvero interessanti. Ecco allora tutto ciò che ancora non sapete sul Coronavirus:

La maggioranza dei contagi avviene in casa

Tra il 78 e l’85% dei contagi tra persone in Cina sono stati causati da un’infezione all’interno della famiglia tramite il contatto diretto con un individuo infetto. Goccioline di saliva che si disperdono nell’aria su lunghe distanze non sono tra le principali cause di diffusione.
La maggior parte dei 2mila dipendenti ospedalieri risultati positivi sono stati infettati a casa o nella fase iniziale dell’epidemia a Wuhan, quando le misure di sicurezza degli ospedali non erano ancora state alzate.

Gli ospedali

Il 5% delle persone a cui è stato diagnosticato il Coronavirus ha bisogno di una respirazione artificiale; un altro 15% ha bisogno di respirare ossigeno altamente concentrato.

La durata della malattia fino al recupero più o meno totale è in media da 3 a 6 settimane per i pazienti più gravi o critici (rispetto a solo 2 settimane per i malati lievi).

Il numero e la durata dei trattamenti hanno sovraccaricato il sistema sanitario esistente a Wuhan, quello che potrebbe accadere da noi se le misure di contenimento messe in atto dal Governo dovessero essere fallimentari.
La provincia di Hubei, la cui capitale è Wuhan, ha contato sinora più di 65mila persone infette e ben 45 ospedali si prendono cura di pazienti con Covid-19: 6 sono concentrati sui pazienti in condizioni critiche e 39 sui pazienti gravemente ammalati e persone infette di età superiore ai 65 anni. In breve tempo sono stati costruiti due ospedali con 2.600 posti letto. L’80% degli infetti ha invece una forma lieve, dieci ospedali temporanei sono stati istituiti in palestre e sale espositive per quelli.

I testing kits

La Cina può produrre 1,6 milioni a settimana di kit per il test per il nuovo Coronavirus: si tratta di test capaci di fornire un risultato lo stesso giorno. In tutto il paese, chiunque si rechi dal medico con la febbre viene sottoposto a screening per il virus: nella provincia del Guangdong, lontano da Wuhan, sono state testate 320.000 persone e lo 0,14% di queste erano positive al virus.

I sintomi

La stragrande maggioranza delle persone infette prima o poi sviluppa dei sintomi. I casi di persone in cui è stato rilevato il virus e che in quel momento non presentava sintomi sono rari, per la maggior parte i sintomi arrivano nei giorni successivi.

I sintomi più comuni sono:

  • febbre (88%)
  • tosse secca (68%)
  • stanchezza (38%)
  • espettorazione di muco quando si tossisce (33%)
  • respiro corto (18%)
  • mal di gola (14%)
  • mal di testa (14%)
  • dolori muscolari (14%)
  • brividi (11%)

Meno frequenti sono nausea e vomito (5%), naso chiuso (5%) e diarrea (4%), mentre il naso che cola non è un sintomo di Covid-19!

La mortalità

Un esame condotto su 44.672 persone infette in Cina ha mostrato un tasso di mortalità del 3,4%. La mortalità è fortemente influenzata:

  • dall’età
  • dal genere
  • dalle condizioni cliniche preesistenti
  • dalla risposta del sistema sanitario

Precisano tuttavia gli esperti che tutte le cifre relative alla mortalità riflettono la situazione in Cina fino al 17 febbraio, e tutto potrebbe essere molto diverso in futuro e altrove.

Il sistema sanitario

Il 20% delle persone infette in Cina ha avuto bisogno di cure ospedaliere per intere settimane. La Cina ha letti ospedalieri per trattare contemporaneamente lo 0,4% della popolazione – altri Paesi sviluppati hanno tra lo 0,1% e l’1,3% e la maggior parte di questi letti sono già occupati da persone che hanno altre malattie. Il tasso di mortalità è stato del 5,8% a Wuhan ma dello 0,7% in altre aree della Cina, cosa che la Cina ha spiegato con la mancanza di letti di terapia intensiva a Wuhan.
In generale, la cosa fondamentale è contenere in modo aggressivo la diffusione del virus per mantenere basso il numero di pazienti gravemente malati e in secondo luogo aumentare il numero di letti.

Condizioni preesistenti

Il tasso di mortalità per le persone infette da malattie cardiovascolari preesistenti in Cina era del 13,2%. Era del 9,2% per quelli infette con diabete, 8,4% con ipertensione, 8% con malattie respiratorie croniche e 7,6% con cancro. Le persone infette senza una precedente malattia rilevante sono morte nell’1,4% dei casi.

Genere

Le donne possono contrarre il virus con la stessa frequenza degli uomini. Ma solo il 2,8% delle donne cinesi che sono state infettate è morta a causa della malattia, contro il 4,7% degli uomini. La malattia sembra non essere più grave nelle donne in gravidanza che in altre. In 9 nascite esaminate di donne infette, i bambini sono nati con taglio cesareo e sani. Le donne sono state infettate nell’ultimo trimestre di gravidanza. Non è ancora chiaro quale effetto possa avere su un embrione o nel primo o secondo trimestre.

Età

Più si è giovani, meno è probabile che ci si infetti, così come è meno probabile che ci si ammali gravemente se si contrae il virus:

Age % of population % of infected Fatality
0-9 12.0% 0,9% 0 as of now
10-19 11.6% 1.2% 0.1%
20-29 13.5% 8.1% 0.2%
30-39 15.6% 17.0% 0.2%
40-49 15.6% 19.2% 0.4%
50-59 15.0% 22.4% 1.3%
60-69 10.4% 19.2% 3.6%
70-79 4.7% 8.8% 8.0%
80+ 1.8% 3.2% 14.8%

Tra tutte le persone che vivono in Cina, il 13,5% ha un’età compresa tra 20 e 29 anni. Di quelli che sono stati infettati in Cina, l’8,1% era in questa fascia di età: ciò significa che la probabilità che qualcuno a questa età prenda l’infezione è leggermente inferiore rispetto alla media. E di quelli che hanno contratto l’infezione in questa fascia di età, lo 0,2% è deceduto.

La nostra probabilità di morire

Alcune persone appartenenti a una fascia di età vanno a leggere il tasso di mortalità e pensano che questa sia la volta buona che lasciano questa terra. No, perché non bisogna dimenticare di applicare anche tutti gli altri fattori di rischio. Gli uomini in questa fascia di età probabilmente moriranno di più rispetto alle donne, le persone con condizioni preesistenti più delle persone sane e le persone negli ospedali sovraffollati più di quelle negli ospedali dove ottengono le cure migliori di cui hanno bisogno.

Il virus mutato

Il nuovo virus è geneticamente identico al 96% a un Coronavirus noto nei pipistrelli e all’86-92% identico a un Coronavirus nel pangolino. Pertanto, la trasmissione di un virus mutato dagli animali all’uomo è la causa più probabile della comparsa del nuovo virus.

Il calo degli infetti in Cina

Dalla fine di gennaio, il numero di nuove diagnosi di Coronavirus in Cina è in costante calo con ora “solo” poco più di 300 nuove diagnosi in un giorno (un mese fa era di circa 3mila al giorno).

coronavirus gennaio cina

©WHO

 

Per contenere l’epidemia, la Cina sta intervistando tutte le persone infette a livello nazionale, chiedendo con chi sono venute a contatto e verificandole una ad una. Da questi controlli è emerso che per chi ha avuto un contatto personale diretto con una persona infetta, la probabilità di infezione è compresa tra l’1% e il 5%.

Ci sono 1.800 squadre a Wuhan per fare questa sorta di interviste, ognuna con almeno 5 persone. Ma lo sforzo al di fuori di Wuhan è altrettanto immenso: a Shenzhen, ad esempio, gli infetti nominati 2.842 persone di contatto, tutti trovati, il test è ora completato per 2.240 e il 2,8% di quelli aveva contratto il virus. Nella provincia del Sichuan sono stati nominate 25.493 persone di contatto, 25.347 (99%) sono state trovate, 23.178 sono già state esaminate e lo 0,9% di esse sono state infettate. Nella provincia del Guangdong sono stati nominati 9.939 contatti, tutti trovati, 7,765 già esaminati e il 4,8% di essi era infetto. Ciò significa, appunto, che se si ha un contatto personale diretto con una persona infetta, la probabilità di infezione è compresa tra l’1% e il 5%.

L’approccio coraggioso della Cina per contenere la rapida diffusione di questo nuovo agente patogeno respiratorio ha cambiato il corso di un’epidemia in rapida escalation e mortale – si legge nel rapporto dell’Oms. Di fronte a un virus precedentemente sconosciuto, la Cina ha messo in atto forse lo sforzo di contenimento della malattia più ambizioso, agile e aggressivo della storia. L’uso senza compromessi e rigoroso da parte della Cina di misure non farmacologiche per contenere la trasmissione del virus COVID-19 in molteplici contesti fornisce lezioni vitali per la risposta globale. Questa risposta di salute pubblica piuttosto unica e senza precedenti in Cina ha invertito la tendenza all’aumento dei casi sia nell’Hubei, dove si è verificata una diffusa trasmissione comunitaria, sia nelle province di importazione, dove sembra che siano stati i gruppi familiari a guidare l’epidemia”.

Come concludono inoltre gli esperti dell’Organizzazione mondiale della Sanità? Con una sola convinzione: che fondamentalmente gran parte della comunità globale non è ancora pronta, nella mentalità e materialmente, ad attuare le misure che sono state impiegate per contenere COVID-19 in Cina.

Queste sono le uniche misure che sono attualmente dimostrate per interrompere o ridurre al minimo le catene di trasmissione negli esseri umani. Fondamentale per queste misure è una sorveglianza estremamente proattiva per individuare immediatamente i casi, una diagnosi molto rapida e l’isolamento immediato dei casi, un monitoraggio rigoroso e la quarantena dei contatti ravvicinati e un grado eccezionalmente elevato di comprensione e accettazione di queste misure da parte della popolazione”.

Il video della conferenza stampa dell’Oms:

Fonti: Reddit / WHO

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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