Cervello, i neuroni si formano anche a 90 anni. Nuove speranze contro l’Alzheimer

Il cervello non invecchia e la neurogenesi continua anche in tarda età: ancora a 90 anni, infatti, nel nostro cervello si creano nuovi neuroni. Scoperti nel giro dentato dell’ippocampo, un’area del cervello legata alla memoria, la loro identificazione potrebbe portare a nuove terapie contro il morbo di Alzheimer e altre patologie neurodegenerative.

È quanto viene fuori da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine e condotto dai ricercatori spagnoli del Centro di biologia molecolare “Severo Ochoa” di Madrid, secondo cui nelle persone sane si conserva fino a età avanzata una autentica capacità rigenerativa. Una capacità dei neuroni di rigenerarsi che però appare ridotta nei malati di Alzheimer: è per questo che a sua volta il suo blocco sarebbe alla base della perdita di memoria.

Lo studio

Coordinati dalla professoressa María Llorens-Martín, gli scienziati hanno analizzato il cervello di 58 persone decedute. 13 di esse, di età compresa tra i 43 e gli 87 anni, erano morte per varie cause – come cancro e ictus – ma erano sane dal punto di vista neurologico, mentre le altre 45 (età compresa tra i 52 e i 97 anni) erano morte per Alzheimer. Nel cervello del gruppo neurologicamente sano è stata rilevata la presenza di migliaia di neuroni che esprimono doublecortina (DCX +), un fattore che indica la presenza di neurogenesi. Nello specifico, i neuroni sono stati individuati nel giro dentato dell’ippocampo, e il loro numero si riduceva di poco con l’avanzare dell’età. Quanto al cervello dei pazienti con Alzheimer, il numero di questi neuroni immaturi era ridotto notevolmente, e più era avanzato lo stadio della patologia, minore era il numero di cellule nervose rilevato.

Questi dati supportano l’idea che il morbo di Alzheimer sia una condizione che differisce dall’invecchiamento fisiologico e suggeriscono che, nonostante si evidenzi un declino fisiologico correlato all’età nella popolazione delle cellule DCX +, i meccanismi neuropatologici indipendenti contribuiscano a mietere la popolazione di neuroni immaturi nel morbo di Alzheimer”, scrivono i ricercatori spagnoli.

Questi risultati riaccendono un lungo dibattito cominciato nel 1998, quando gli studiosi americani del Salk Institute annunciarono che anche nel cervello dell’uomo si formano nuovi neuroni. Da allora si sono susseguiti molti studi fino a una ricerca pubblicata su Nature nel marzo 2018 in cui i ricercatori sembravano smentire la possibilità di rigenerazione negli adulti; un mese dopo, invece, comparve sulla rivista Cell Stem Cell un altro studio che confermava l’ipotesi che il cervello non invecchia e continua a creare neuroni. Si era stimato che i neuroni sostituiti ogni giorno fossero circa 700 indipendentemente dall’età.

Un lungo dibattito, insomma, che porterà a definire il modo in cui stimolare la neurogenesi per avere importanti implicazioni terapeutiche contro l’Alzheimer.

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Germana Carillo

Giornalista pubblicista, classe 1977, laureata con lode in Scienze Politiche, Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci anni.
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