Un centro estetico nel reparto di oncologia, per prendersi cura del corpo e liberare la mente

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Un centro estetico in un reparto di oncologia. Accade a Lecce, dove nel Polo Oncologico “Giovanni Paolo II” dell’ospedale Vito Fazzi è stato inaugurato in questi giorni un vero e proprio “spazio benessere”.

Durante i ricoveri ospedalieri e, soprattutto, quando si è sottoposti a terapie molto invasive come radio e chemio, i pazienti potranno così prendersi cura gratuitamente del proprio corpo e liberare, perché no, la mente dai brutti pensieri.

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Tutto questo sarà garantito con l’aiuto dell’Associazione Fondo di Solidarietà Permanente “Cuore e mani aperte verso chi soffre” Onlus, che ha finanziato l’allestimento nell’Unità Operativa di Day Hospital di Oncologia.

Questo tipo di trattamentidichiara Antonio Pastore, direttore amministrativo della Asl Lecce – interviene esclusivamente sull’aspetto del benessere estetico della persona in terapia, ma con la consapevolezza che esiste una forte sinergia con le terapie mediche. Prendersi cura del proprio aspetto diviene occasione per ricaricarsi, dimenticando di essere paziente e ritornare a essere persona: al centro del progetto di terapia del sistema sanitario ma, soprattutto, protagonista della propria vita. Anche in oncologia, dunque, stiamo sperimentando con successo che cosa vuol dire umanizzare le cure, affrontando la patologia senza dimenticare la fragilità estrema in cui versano queste persone”.

Avanza, allora, anche al sud Italia, la consapevolezza che un cancro si può sconfiggere anche così. Anche coloro che stanno vivendo una malattia oncologica o coloro che stanno seguendo una terapia di mantenimento hanno il diritto di “curarsi” da un punto di vista estetico.

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Già solo il fatto che la terapia farmacologica come la chemioterapia o la radioterapia sviluppino diverse tossicità cutanee – come la xerosi (pelle secca), il prurito, diverse desquamazioni, alterazioni ungueali, rash cutanei, sindrome mano piede (EPP) o la fotosensibilità, basta a rendere necessari simili interventi puramente estetici. Se poi ci aggiungiamo anche il beneficio che ne consegue sul proprio umore e l’importante supporto psicologico, non possiamo che lodare una simile iniziativa.

Germana Carillo

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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