I casi asintomatici di Covid-19 rappresentano il 20% delle infezioni, molto meno di quanto si pensasse. Lo studio

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Una delle cose che rendono il Covid-19 così spaventoso è la sua imprevedibilità. La gravità dei sintomi varia così tanto – dalla sindrome da distress respiratorio grave a sintomi lievi simili a un banale raffreddore – che in effetti ancora è difficile rapportarsi a questa nuova malattia. In più, ci sono gli “asintomatici”: secondo un nuovo studio, la percentuale di persone asintomatiche ma positive al coronavirus potrebbe essere inferiore rispetto a quanto ritenuto finora e non superare il 20% del casi totali.

Nel ginepraio di informazioni, quello che pare certo è che comunque i casi asintomatici contribuirebbero alla “diffusione silenziosa” della pandemia. Sebbene una persona infetta possa sembrare e sentirsi perfettamente sana, può diffondere il virus con la stessa facilità di qualcuno che tossisce o che ha uno qualsiasi degli altri sintomi del Covid-19.

Questo gruppo di casi infetti è in realtà molto pericoloso perché potrebbero involontariamente contribuire alla diffusione non rendendosi conto di essere portatori, al contrario delle persone con sintomi che potrebbero isolarsi immediatamente una volta che si rendono conto di essere malati.

Quanti casi di infezione da SARS-CoV-2 sono asintomatici è stato oggetto di controversia. Test di massa in Islanda suggeriscono che il 50% dei casi dei cittadini erano asintomatici a marzo. Allo stesso modo, un sondaggio condotto su un intero comune italiano di Vo (popolazione 3.300) ha mostrato che più del 50% di tutti i casi erano asintomatici. Infine, a giugno, i ricercatori del Dipartimento di Medicina Molecolare di Scripps Research hanno stimato che circa il 40-45% delle persone che contraggono il nuovo coronavirus è probabile che sia asintomatico.

Lo studio

Ma ora una nuova analisi ridimensiona un po’ i numeri, ma non per questo bisogna abbassare la guardia. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Plos Medicine da Diana Buitrago-Garcia dell’Università di Berna in Svizzera, la percentuale di persone asintomatiche ma positive al coronavirus potrebbe essere inferiore rispetto a quanto ritenuto finora e non superare il 20% del casi totali. Ma resta comunque importante tracciarli per tenere sotto controllo l’andamento dell’epidemia.

Gli scienziati hanno esaminato 79 studi già pubblicati sul Covid-19 per un totale di 6.616 persone coinvolte, delle quali 1.287 sono state definite “asintomatiche”. Lo scopo della meta-analisi era quello di determinare la quota di persone infettate dal SARS-CoV-2 che resta asintomatica per tutto il corso dell’infezione e distinguere così i veri asintomatici dai pre-sintomatici, perché o c’è ancora molto disaccordo su questo fronte.

Circa il 20% delle infezioni da COVID-19 rimane asintomatico, tuttavia, c’è molta incertezza intorno a questa stima. Può variare tra il 17% e il 25%, con un intervallo di previsione del 3% -67%, il che significa che se viene condotto un nuovo studio, il 95% delle volte, la proporzione asintomatica è compresa tra il 3 e il 67%. Abbiamo intrapreso lo studio per determinare la percentuale reale di persone con infezione da SARS-CoV-2 che sarebbero rimaste asintomatiche durante il corso della loro infezione. Quando è iniziata la pandemia, semplicemente non sapevamo abbastanza dell’esistenza o della trasmissibilità dell’infezione asintomatica da SARS-CoV-2”, spiegano gli autori su ZME Science.

Tutte le persone infettate da Sars-CoV-2 sono inizialmente asintomatiche. Tuttavia, tra 2-14 giorni dopo l’infezione iniziale, molti possono sviluppare sintomi. Forse una frase migliore è che tutti i casi infetti sono inizialmente presintomatici e molti di questi casi presintomatici sono stati classificati come asintomatici da studi precedenti.

Sebbene la maggior parte degli studi all’inizio della pandemia suggerisse che un’alta percentuale di casi infetti fosse asintomatica, questa revisione sistematica mostra che il numero reale di casi asintomatici è molto inferiore. In realtà, circa l’80% delle persone infette con il nuovo coronavirus finisce per manifestare alcuni sintomi.

La confusione precedente è dovuta alla “dimensione del campione e al modo in cui è stata selezionata la popolazione, inoltre la definizione di un individuo asintomatico necessario per tenere conto del decorso della malattia, il follow-up dei partecipanti e la definizione di un asintomatico o presintomatico come menzionato prima”, hanno detto i ricercatori.

Detto questo, quando si combinano infezioni presintomatiche e asintomatiche in una comunità, i numeri si sommano notevolmente, contribuendo alla diffusione silenziosa della pandemia.

Le persone dovrebbero essere consapevoli che una minoranza di infezioni da SARS-CoV-2 è veramente asintomatica. La maggior parte delle persone che non presentano nessuno dei sintomi associati a COVID-19 durante il test (di solito perché sono un contatto di un caso confermato) sono presintomatiche. Ciò significa che è probabile che sviluppino sintomi nei prossimi giorni”, hanno detto gli autori dello studio.

Tenete presente che una persona con infezione da SARS-CoV-2 asintomatica o presintomatica può comunque trasmettere il virus. Nel nostro studio, abbiamo scoperto che le persone con una vera infezione asintomatica sono probabilmente meno in grado di trasmettere SARS-CoV-2 rispetto a quelle che sviluppano sintomi”.

Tutte teorie che confermano un solo dato: è importante continuare l’uso della mascherina da parte di tutti, indipendentemente dalla presenza di sintomi.

Fonti: Plos Medicine / ZME Science

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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