Carnitina: benefici, controindicazioni e quando è consigliato assumerla

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La carnitina è coinvolta nei processi che ci consentono di utilizzare gli acidi grassi a catena lunga per ricavare energia, dunque svolge un ruolo molto importante per il nostro organismo.

Eventuali deficit di carnitina possono portare a sentirsi affaticati fisicamente e mentalmente ma la carenza di carnitina può essere facilmente compensata anche grazie alla somministrazione di integratori.

Perché il nostro corpo ha bisogno di carnitina

La carnitina è una molecola coinvolta nel metabolismo degli acidi grassi a catena lunga, grazie alla quale il nostro corpo riesce a ricavare energia da alcuni lipidi.

Gli acidi grassi a catena lunga, introdotti nell’organismo attraverso gli alimenti, vengono stoccati nel tessuto lipidico e mobilizzati per produrre energia sotto forma di ATP (acronimo di Adenosina trifosfato).

Il processo attraverso il quale il nostro corpo può ricavare energia dagli acidi grassi è detta beta ossidazione degli acidi grassi e avviene nei mitocondri, organelli cellulari che rappresentano la centrale energetica dell’organismo.

Durante la beta ossidazione, la carnitina svolge un ruolo fondamentale poiché consente il passaggio degli acidi grassi a catena lunga dal citoplasma alla matrice mitocontrale in cui avviene l’ossidazione e, di conseguenza, la produzione di ATP.

Eventuali carenze di carnitina determinano dunque una minor capacità da parte dei tessuti di utilizzare gli acidi grassi a catena lunga come combustibile per i processi metabolici.

Cause e sintomi della carenza di carnitina

Eventuali carenze di carnitina possono verificarsi a causa di uno scarso apporto alimentare, di alterazioni legate all’assorbimento di questa molecola a livello intestinale, oppure per via di disfunzioni renali ed epatiche o, ancora, per deficit degli enzimi che servono a sintetizzare questa molecola.

La carenza di carnitina può presentarsi ad esempio nelle persone che seguono una dieta vegetariana o vegana, poiché potrebbero consumare pochi alimenti di origine animale (o non consumarli per nulla) o, più in generale, assumere poche proteine (e dunque pochi amminoacidi).

Poiché la carnitina è coinvolta nell’utilizzo degli acidi grassi a catena lunga, la carenza di questa molecola può alterare o compromettere la capacità del nostro organismo a ricavare energia dai grassi assunti con la dieta e immagazzinati nel tessuto lipidico.

In caso di carenza di carnitina si potrebbe percepire un maggiore affaticamento fisico, un’eccessiva stanchezza mentale e una riduzione dell’attenzione e della memoria.

Per sopperire alla carenza di carnitina è possibile intervenire attraverso una correzione della dieta o ricorrere all’uso di integratori alimentari.

Carnitina: cos’è,  dove si trova e come integrarla

La carnitina è una molecola coinvolta nel metabolismo degli acidi grassi a catena lunga e può essere esogena o endogena, dunque prodotta dal nostro corpo o assunta attraverso alimenti e integratori.

La carnitina fu isolata per la prima volta da un estratto di carne bovina nel 1905 grazie al lavoro di W. Gulewitsch e R. Krimberg. Successivamente M. Tomita e Y. Sendju ne identificarono la struttura chimica e oggi sappiamo che oltre alla carnitina, esistono due suoi derivati farmacologicamente attivi: l’acetil-L-carnitina e la propionil-L-carnitina.

Dal punto di vista chimico, la carnitina è un derivato amminoacidico che il nostro corpo può ottenere partendo da due amminoacidi, la lisina e la metionina. Il processo grazie al quale l’organismo umano produce carnitina è di tipo enzimatico e può avvenire nel fegato, nel rene e nell’apparato muscolo scheletrico.

Oltre alla carnitina endogena, nel nostro corpo si trova anche carnitina che proviene dalla dieta. La carnitina è infatti presente in tutti gli alimenti di origine animale e in alcuni alimenti vegetali tra cui l’avocado e il Tempeh.

Esistono poi integratori alimentari a base di carnitina che, come abbiamo visto, possono essere somministrati per compensare eventuali carenze.

L’assunzione di carnitina attraverso integratori e preparazioni farmaceutiche può essere utile per contrastare la stanchezza fisica e mentale e la sensazione di affaticamento, nonché per migliorare le funzioni cognitive come memoria, attenzione e concentrazione, e per ristabilire la funzionalità cardiaca.

In commercio esistono numerose preparazioni a base di carnitina che può essere di origine animale o di origine vegetale.

La somministrazione di questa molecola risulta sicura e priva di effetti collaterali ai dosaggi raccomandati.

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Deceuninck

Come scegliere gli infissi giusti per una casa ecosostenibile

Cristalfarma

Meteorismo e pancia gonfia? Migliora la tua digestione con l’alimentazione e non solo…

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook