Cannabis ad uso terapeutico: il 42% di chi la sperimenta abbandona i farmaci tradizionali

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Cannabis ad uso terapeutico. Un nuovo sondaggio americano svela che un numero sempre maggiore di pazienti prova più sollievo ai propri disturbi utilizzando prodotti a base di cannabidiolo (CBD) al posto dei tradizionali farmaci.

Un team del gruppo Brightfield e del sito medico HelloMD (che si occupa dell’utilizzo di marijuana a scopo curativo), ha preso a campione 2.400 persone della propria comunità composta da circa 150 mila membri per analizzare il loro rapporto con i prodotti a base di CBD e valutarne i risultati ottenuti. Si è scoperto così che il 42% delle persone usavano, per i propri problemi di salute, cannabidiolo in diverse forme e che avevano definitivamente messo da parte i farmaci tradizionali.

Il cannabidiolo è un composto non-psicoattivo della Cannabis Sativa, ciò significa che non dà a chi lo assume quella sensazione di euforia molto nota a chi fuma marijuana e che deriva invece dal principio attivo detto tetrahydrocannabinol (THC). Contrariamente al luogo comune che vuole che sia l’uomo il consumatore principale di cannabis, questo sondaggio ha rilevato invece che il 55% dei fruitori di prodotti a base di CBD sono in realtà donne, gli uomini preferiscono infatti i prodotti a base di THC.

“Stiamo vedendo un aumento esponenziale dell’interesse dei prodotti CBD nella comunità dei nostri pazienti, in particolare tra le donne. Mentre abbiamo ancora molto da imparare sui CBD, non possiamo ignorare questo fatto: la maggior parte di coloro che utilizzano prodotti a base di CBD ricevono oggi grandi vantaggi. Questo ha un potenziale di conseguenze di vasta portata” ha dichiarato il dottor Perry Solomon, Chief Medical Officer di HelloMD.

Le condizioni più comuni trattate dai farmaci a base di cannabis sono l‘insonnia, la depressione, l’ansia e dolori articolari. L’80% dei pazienti che l’hanno utilizzata ritengono i prodotti a base di CBD “molto o estremamente efficaci“, mentre solo il 3% li ha trovati “inefficaci o solo leggermente efficaci“.

Come già detto, le donne rappresentano coloro che apprezzano di più i nuovi prodotti a base di cannabinoidi (58% di cui il 33% è di età compresa tra i 35 e i 49 anni). Il metodo più diffuso per consumare cannabinoidi è la vaporizzazione (in questo modo gli effetti sono più immediati) seguito dal fumo e poi dalle varianti commestibili. I pazienti hanno anche riferito di aver speso dai 20 agli 80 dollari al mese per acquistare prodotti a base di CBD.

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Il CBD è noto per avere delle qualità medicinali. Il sondaggio ha confermato che possiede proprietà analgesiche, antiinfiammatorie e rilassanti, rivelandosi dunque un trattamento efficace per una serie di condizioni tra cui la malattia di Crohn, la sclerosi multipla e l’epilessia.

Francesca Biagioli

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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