Marijuana di Stato: a Firenze e’ pronto il primo raccolto di cannabis terapeutica

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Marijuana terapeutica: la cannabis di Stato sboccia a Firenze. All’Istituto chimico farmaceutico militare del capoluogo toscano è già pronto il primo raccolto, che potrà curare i malati di Sla, di cancro e di Aids. Il progetto pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale, siglato dai Ministeri della Salute e della Difesa lo scorso settembre , giunge quindi alla parte operativa.

L’Italia si attesta in questo modo come l’unico Paese a gestire la produzione di cannabis in strutture pubbliche: 200 metri quadrati di serre per ottenere 100 chili all’anno di prodotto finale. Il ciclo intero di produzione, ossia dalla piantagione fino ad arrivare alla distribuzione, dura circa 4 mesi (per cui sono previsti tre raccolti ogni anno).

Fino a questo momento, la cannabis da utilizzare come farmaco la importavamo dall’Olanda con forniture annuali da 50-60 chili, pagate tra i 7 e gli 8 euro al grammo.

La marijuana così prodottaspiega il generale Giocondo Santoni, direttore dello Business Unit dell’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze – avrà un impiego medico: servirà tra l’altro a migliorare la qualità della vita dei malati di Sla, ad attenuare i dolori oncologici; la cannabis inoltre è efficace per ridurre la nausea di chi fa chemioterapia e stimola l’appetito a chi è malato di Aids“.

La coltivazione è cominciata lo scorso 20 marzo: i rametti sono arrivati dal Centro di ricerche in agricoltura di Rovigo e, una volta giunti a più di un metro, sono stati tagliati alla base e ora sono tenuti ad essiccare al buio e a capo all’ingiù per poi recuperare il fiore.

Per completare il ciclo, dalla piantagione alla fioritura, all’essiccazione, al raccolto e alla macinazione ci vogliono 3 mesi circa – dice il colonnello Antonio Medica, direttore dello Stabilimento di Firenze. Una volta macinata come il tè la cannabis viene messa in flaconcini ed è pronta per la distribuzione. Per tutto ci vorranno 4 mesi ed è per questo che stimiamo un ciclo di tre raccolti l’anno“.

Germana Carillo

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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