Cannabis terapeutica: arriva nelle farmacie. Si assume come un infuso o inalata con vaporizzatore

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Cannabis terapeutica: così come annunciato a dicembre, arrivano in commercio e nelle farmacie i primi lotti di Cannabis FM-2 prodotta dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

La varietà FM-2 (dove FM sta per “farmaceutico militare” e 2 indica il numero dei principali cannabinoidi contenuti, il THC ed il CBD in infiorescenze essiccate e triturate), la cui distribuzione è destinata alle farmacie per l’allestimento di preparazioni magistrali dietro presentazione di prescrizione medica non ripetibile, qualitativamente è simile per composizione al Bediol olandese. Il THC dovrebbe essere presente in percentuali tra il 5 e l’8% mentre il CBD tra il 7,5 ed il 12%.

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La convenzione tra Ministero della salute, Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico e Agenzia Industrie Difesa prevede che la distribuzione alle farmacie avvenga sotto la responsabilità dello SCFM (stabilimento chimico militare di Firenze), ad un prezzo di euro 6,88 al grammo, IVA esclusa, e la richiesta dovrà essere inviata dalle farmacie direttamente allo Stabilimento dal sito web www.farmaceuticomilitare.it.

Come spiega Luca Guizzon, farmacista specializzato in fitoterapia intervistato da La Repubblica, la cannabis terapeutica “si potrà assumere in due modi: la si potrà bere come un infuso oppure inalarla grazie a un vaporizzatore. Il principio attivo è molto più basso (massimo 24 per cento) rispetto a quella “di strada” (70)”. Una importante vittoria, confessa Guizzon, che racconta come questi farmaci li chieda “chi deve convivere con il dolore: dolore da infortuni, dolore oncologico, dolori spinali. Spesso vengono prescritti anche a chi ha problemi di spasticità o forme particolari di sclerosi“.

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In quali casi può essere usata la cannabis terapeutica

La prescrizione di cannabis ad uso medico in Italia – che si effettua solo quando le terapie convenzionali o standard sono inefficaci – riguarda (DM 9/11/2015) l’impiego nel dolore cronico e di quello associato a sclerosi multipla e a lesioni del midollo spinale; nella nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV; come stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa; l’effetto ipotensivo nel glaucoma; la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette.

Germana Carillo

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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