Stop cannabis light: stralciata la norma che ne rendeva legittima la vendita. A rischio 3 mila aziende

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Addio via libera alla cannabis light. Sulla manovra arriva il si del Senato alla fiducia con 166 (128 i no), ma non sulla norma che avrebbe reso legittima la vendita di prodotti a base di cannabis con principio attivo Thc al di sotto dello 0,5% che è stata stralciata per inammissibilità.

Insieme alla cannabis, sono state stralciate dal maxiemendamento altre quindici misure tra cui la tobin tax (che introduceva un’aliquota dello 0,04% su alcuni tipi di transazione finanziarie online) e lo slittamento da luglio 2020 al primo gennaio 2022 della fine del mercato tutelato per l’energia.

I tre temi sono usciti quindi dalla manovra di governo dopo che la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha comunicato la loro inammissibilità in quanto estranei alla materia in discussione. Decisione che ha creato una vera e propria bagarre a Palazzo Madama.

Il provvedimento sulla cannabis light a firma del senatore M5S Matteo Mantero era già stato approvato dalla maggioranza in commissione Bilancio del Senato.

“Grazie al lavoro svolto insieme al collega e amico Francesco Mollame, poco fa abbiamo approvato uno dei nostri emendamenti sulla canapa industriale. È quello meno ambizioso, che riguarda principalmente la biomassa, ma che comunque modifica le legge sulla canapa completandola e soprattutto modifica il testo unico per gli stupefacenti stabilendo una volta per tutte che sotto lo 0,5% di thc la canapa non si può considerare sostanza stupefacente”, aveva commentato a caldo Mantero.

Ma poi, la Lega ha chiesto che l’emendamento venisse stralciato ‘per estraneità di materia’.

Ricordiamo che la misura prevedeva che la canapa industriale con un contenuto di Thc non superiore allo 0,5% non venisse più considerata come una sostanza stupefacente e quindi che ne fosse liberalizzata la produzione e la vendita dell’infiorescenza di canapa, della biomassa e dei preparati a base di Cbd. evitando ai commercianti rischi dovuti ai controlli sulla quantità di principio attivo thc, che finora variava da 0,2 a 0,5% a seconda della fonte, creando parecchio caos. La coltivazione della canapa light è invece già prevista dalla legge 242 del 2016.
Adesso questo stop, non piace alle oltre 3mila aziende e negozi distribuiti in tutta Italia, un settore che contribuisce all’economia verde e alla lotta alle mafie.

Tra gli altre nome giudicate inammissibili anche quelle in materia di commissari straordinari, sul personale delle province, sulle modifiche al decreto Sblocca Italia, su modifiche alla legge delle concorrenza, di giustizia amministrativa, sulla magistratura contabile, cambiale digitale, educazione civica, banche di credito cooperativo, informatizzazione Inail, agenda digitale della Pa, misure per l’innovazione e sull’organizzazione del ministero della Giustizia.

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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