Cannabis light, chiusi 3 negozi nelle Marche. In arrivo la direttiva per eliminarli tutti

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Si torna a parlare di Cannabis a causa di una probabile imminente direttiva che riaccende l’eterna diatriba su questa sostanza. In Italia sono operativi molti negozi di canapa light (quella legale senza thc, la famosa marijuana che non sballa) che ora il ministro Salvini minaccia di chiudere. Anche il festival della Canapa, in programma a Torino, ha risentito di questo clima decisamente ostile ed è stato annullato.

Dopo le dichiarazioni di ieri del ministro Salvini che, a gran voce, ha dichiarato guerra a tutti i negozi che vendono canapa considerati “un incentivo all’uso e allo spaccio di droga” giurando che presto saranno tutti chiusi, si è passati in maniera incredibilmente veloce dalle parole ai fatti.

Nelle Marche, e precisamente a Civitanova Marche, alcuni negozi di cannabis legale sono stati chiusi per ordine del Questore di Macerata, Antonio Pignataro. Come sia stato possibile agire in maniera così tempestiva non è del tutto chiaro, considerando che la direttiva è ancora solo una promessa e che questi negozi sono attualmente, anche nel nostro paese, legalmente riconosciuti e regolamentati.

Probabilmente, dato che i gestori sono stati accusati di spaccio, all’interno di questi negozi sono stati trovati prodotti non conformi e dunque la promessa direttiva di Salvini non c’entra nulla (il ministro si è però ovviamente mostrato molto soddisfatto della presa di posizione del questore di Macerata). Come ha dichiarato Pignataro:

“Le infiorescenze di canapa non si possono vendere. (questi negozi n.d.r )possono tranquillamente vendere shampoo, saponi ma non le infiorescenze di canapa. Abbiamo dato risposta a tanti genitori preoccupati. Non si può di fatto legalizzare questi prodotti senza che vi sia una legge in merito. Attendiamo la sentenza della Cassazione”.

Salvini intanto ha promesso in tempi rapidissimi una direttiva nazionale per eliminare tutti i negozi esistenti.

In attesa di sapere che futuro avrà la canapa light nel nostro paese, il dibattito è più che mai acceso tra chi ritiene giusto non incentivare attività come queste e chi fa notare, invece, che nei paesi dove la cannabis è legale (e tra l’altro qui parliamo di una canapa appunto light dalle caratteristiche ben diverse da quella più tradizionale) vi sono molti meno problemi legati all’uso delle droghe e anche allo spaccio.

Nel frattempo il polverone che si è alzato in seguito alle dichiarazioni di Salvini ha avuto come prima conseguenza la cancellazione del festival della canapa, in programma a Torino dal 17 al 19 maggio. Sono stati gli stessi organizzatori che, nonostante con l’iniziativa non puntassero affatto alla promozione delle droghe leggere, si sono visti costretti a fare un passo indietro in quanto molti standisti hanno ritirato la loro partecipazione.

L’intento del festival era piuttosto quello diffondere corrette informazioni su usi e storia della canapa sativa e sul cannabidiolo, argomenti sui quali nel nostro paese c’è ancora molta confusione.

Come hanno dichiarato:

“Ci auguriamo che presto la possibilità di divulgare un pensiero attraverso un evento culturale torni ad essere una libertà non soggetta a repressione”.

Seguiremo gli eventuali aggiornamenti sulla direttiva contro la cannabis light attesa nelle prossime ore.

Nel frattempo potete approfondire l’argomento cannabis light leggendo i seguenti articoli:

Francesca Biagioli

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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