In Argentina si potrà auto-coltivare marijuana per uso terapeutico

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L’Argentina ha legalizzato l’auto-coltivazione di cannabis per uso personale e medicinale e consentirà la vendita di oli, creme e altri derivati ​​della pianta nelle farmacie autorizzate. In queste ore entra infatti in vigore il nuovo decreto firmato dal presidente Alberto Fernández.

Si tratta, come si legge su El Pais, di una revisione della legge adottata nel marzo 2017 che già autorizzava l’uso medicinale degli oli di cannabis mantenendo però il divieto di “autocoltivazione” e il possesso di semi in forma individuale o collettiva.

Il decreto, firmato dal presidente Alberto Fernandez, mira a consentire “l’accesso e la protezione a coloro che hanno bisogno di utilizzare la cannabis come strumento terapeutico”. Pertanto, la coltivazione personale è consentita sia ai ricercatori che ai pazienti a patto che si iscrivano al “National Cannabis Program”.

D’ora in poi, dunque, tutte le persone che hanno bisogno di coltivare cannabis per curare malattie o che altre persone lo facciano per loro – individualmente o in associazione – potranno farlo legalmente.

Fino ad ora, il possesso di semi e piante di marijuana era punibile senza eccezioni dalla legge sulla droga fino a 15 anni di carcere. Inoltre, il precedente regolamento limitava l’uso della cannabis medicinale a un’unica patologia: l’epilessia refrattaria.

Nel 2017 non hanno regolamentato l’auto-coltivazione e di nuovo siamo rimasti alla deriva, come criminali che potevano essere condannati tra i quattro e i quindici anni”, racconta Valeria Salech, presidente dell’organizzazione Mamá Cultiva diventata una forte sostenitrice della marijuana medica quando ha visto gli effetti positivi dell’olio di cannabis su suo figlio, Emiliano, 14 anni, che ha l’epilessia ed è autistico.

Chi coltiva deve registrarsi nel Registro del programma cannabis (Reprocann), che rilascerà le relative autorizzazioni.

I pazienti potranno registrarsi per ottenere l’autorizzazione alla coltivazione per se stessi, tramite un parente, una terza persona o un’organizzazione civile autorizzata dall’Autorità Garante”, si legge nel testo. Per ottenere l’autorizzazione sarà necessario essere in possesso di prescrizione medica e aver firmato il relativo consenso.

Il regolamento non prevede per ora un numero massimo di piante per domicilio.

Fonti: El Pais / Boletino Oficial

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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