Dimmi come cammini e ti dirò quanto vivrai. Lo studio californiano

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La velocità con cui camminiamo spia della nostra salute: se la nostra andatura rallenta potrebbe essere un segnale da non sottovalutare

Sciancati, sbilenchi o dritti in petto. Distratti, super veloci o a mo’ di bradipo. Il modo in cui camminiamo dice molto di noi. Anzi, secondo alcuni ricercatori, nelle analisi generali del nostro stato di salute potrebbe essere utile aggiungere un altro indicatore: la misura della velocità con cui si cammina.

Quanto più veloce è l’andatura, tanto migliori saranno i risultati in termini di salute. È questa la tesi cui sono giunti alcuni ricercatori dell’Università della California, dipartimento di Biokinesiologia e Fisioterapia, tanto da proporre l’andamento di una camminata come metodo per identificare i pazienti che potrebbero avere difficoltà a riprendersi da un intervento chirurgico.

Un forte predittore di mortalità è la velocità dell’andatura”, spiega Christina M. Dieli-Conwright, assistente professore di ricerca.

L’idea è sostanzialmente questa: più qualcuno diventa malato – sia che sia sottoposto a un trattamento per il cancro o a un’altra condizione di malattia – più perde forza e capacità di muoversi.

E non solo, secondo gli studiosi americani, i medici potrebbero utilizzare la velocità dell’andatura per determinare l’età biologica di una persona, che potrebbe essere più giovane o più vecchia dell’età cronologica.

Insomma, l’assunto a cui la ricerca vuole arrivare non è iniziare a camminare più velocemente, non ci sono prove che dimostrino che aumentare la velocità della tua andatura influisca sulla tua salute, ma che è importante prestare attenzione a quanto si è fisicamente attivi: se l’andatura rallenta, soprattutto in modo significativo, potrebbe indicare una condizione da non sottovalutare.

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Germana Carillo

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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