Calorie bevande alcoliche: obbligatorie in etichetta, ecco perché (VIDEO)

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Scrivere sulle etichette delle bevande alcoliche il conteggio delle calorie. È la proposta di Fiona Sim, presidente della Royal Society for Public Health, che lo ha scritto nero su bianco sul BMJ. L’alcol, infatti, contribuiscono all’obesità e la legge dovrebbe imporre che sulle etichette venissero esplicitate le calorie, oltre a contenuto alcolico.

A partire dal 2011, gli alimenti confezionati nell’Unione europea sono stati oggetto di un regolamento che impone l’etichettatura con ingredienti e informazioni nutrizionali, tra cui il contenuto di energia (calorie). Ma le bevande che contengono più dell’1,2% di alcol in volume sono esenti da questo obbligo e i consumatori non sanno il loro contenuto.

Tra gli adulti che bevono, si stima che il 10% del loro apporto calorico giornaliero venga proprio dall’alcol, scrive Sim. Eppure un recente sondaggio ha rilevato che l’80% dei 2.117 adulti intervistati non conosceva il contenuto calorico di bevande comuni, e la maggior parte era completamente all’oscuro del fatto che l’alcool potesse contribuito al calcolo totale delle calorie consumate.

“La maggior parte delle donne, ad esempio, non si rende conto che due grandi bicchieri di vino, che contengono 370 calorie, comprendono quasi un quinto di loro apporto energetico giornaliero raccomandato, oltre a contenere più del limite giornaliero raccomandato di unità di alcol”, spiega la dottoressa.

Molti intervistati si sono espressi a favore di un’etichettatura delle calorie sulle bevande alcoliche. Alcuni produttori di bevande alcoliche hanno già iniziato a introdurre l’etichettatura nutrizionale, che suggerisce non vi è alcun svantaggio commerciale in una simile mossa. Tuttavia, le informazioni fornite ai consumatori dovrebbero essere “accurate, evidenti e significatiche”.

La Food and Drug Administration ha dato mandato di indicare in etichetta le calorie per le bevande alcoliche a partire da dicembre 2015, nelle catene di ristoranti americani con 20 o più punti vendita. Che cosa stiamo aspettando in Europa?

Roberta Ragni

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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