Biossido di titanio: “cancerogeno per inalazione” , da febbraio in etichetta sui prodotti che lo contengono

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Il biossido di titanio viene usato principalmente come pigmento bianco ed è la base di molte pitture murali ma si trova anche in creme solari e addirittura in alcuni alimenti. Si dibatte da tempo sui potenziali pericoli di questa sostanza e recentemente l’Ue ha espresso un giudizio importante che lo classifica come potenziale cancerogeno.

Per la precisione l’Ue, in un documento pubblicato ad ottobre, ha classificato il biossido di titano come “probabilmente cancerogeno”, ovvero sostanza appartenente alla categoria 2, se inalato. Si fa riferimento quindi a miscele di polvere che contengono più dell’uno percento di particelle di biossido di titanio particolarmente piccole e dunque pericolose in quanto potrebbero entrare nel nostro sistema respiratorio.

Tale classificazione, in assenza di obiezioni da parte degli organi dell’Ue entro febbraio 2020, potrebbe diventare effettiva già nella prossima primavera. Cosa significa concretamente? Che in futuro i prodotti che contengono questa sostanza dovranno riportare una specifica avvertenza in etichetta: “cancerogeno per inalazione”.

Questa potrebbe dunque essere applicata a miscele solide e liquide come pitture e vernici che contengono più del 1% di biossido di titanio.

Il fatto che questa sostanza possa presentare ulteriori pericoli per la salute è altamente controversa. Ad esempio, l’Agenzia europea per gli alimenti EFSA non vede alcun problema nell’utilizzo di biossido di titanio come additivo alimentare.  La Francia, d’altra parte, vuole vietarlo negli alimenti.

In realtà, la maggior parte del biossido di titanio (circa il 90%), viene utilizzata come pigmento bianco nella produzione di pitture, vernici, plastica e carta. Secondo il BfR (Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi), solo il restante 10% finisce in prodotti cosmetici come i dentifrici e in alimenti come caramelle gommose e chewing gum o nei medicinali. Il biossido di titanio è anche usato come filtro UV nelle creme e nei prodotti solari.

Le persone possono assorbire il biossido di titanio attraverso il cibo e il sistema respiratorio. Ad esempio, potrebbero inalare le nanoparticelle di biossido di titanio mentre utilizzano una vernice. La sostanza chimica sembra invece non essere assorbita attraverso i prodotti per la cura della pelle, almeno a detta del BfR che ha scritto  in una pubblicazione del settembre scorso:

“Secondo lo stato attuale delle conoscenze, il BfR ha ritenuto innocuo l’assorbimento attraverso la pelle nel contesto di una dichiarazione sulle nanoparticelle nei filtri solari quando applicato su pelle intatta e  non danneggiata dalle scottature solari”,

Tuttavia, lo stesso BfR non raccomanda l’uso di spray perché possono essere inalati.

Sulla questione biossido di titanio c’è ancora molto da capire. Staremo a vedere che posizione prenderà l’Ue nei prossimi mesi.

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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