Il bambino gravemente allergico salvato con il lavaggio del sangue

bimboAllergia

Michele è finalmente tornato a scuola e a giocare con i suoi coetanei. Affetto da gravi forme di allergia, il bambino è stato salvato dai medici del Bambin Gesù di Roma dopo essere stato sottoposto, nel mese di agosto, a un lavaggio selettivo del sangue.

Michele, di appena 7 anni, era affetto da una gravissima allergia associata all’asma. Alimenti come latte, uova, nocciole, pesce e frutta per lui erano un vero e proprio veleno.

La gravità della sua allergia era talmente alta da impedirgli di assumere la medicina che poteva tenere a bada la malattia perché gli effetti collaterali sarebbero stati pericolosi.

Da qui la necessità di optare per una soluzione diversa con il cosiddetto lavaggio del sangue.

“Il piccolo paziente è stato sottoposto a un trattamento innovativo che gli ha restituito una vita normale, guarendolo dalla grave forma di allergia. Si tratta del primo caso al mondo di ‘lavaggio selettivo’ del sangue effettuato su un paziente pediatrico iperallergico. Chiamato tecnicamente ‘immunoadsorbimento IgE, il procedimento viene effettuato con un macchinario in grado di eliminare dal sangue solo gli anticorpi che scatenano le allergiespiega una nota dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Le IgE sono gli anticorpi responsabili delle allergie. Eliminandoli dal sangue in maniera selettiva rispetto alle tecniche tradizionali, il nuovo sistema è adatto anche ai bambini visto il ridotto volume di sangue che finisce in circolazione extracorporea (80 ml).

Oggi Michele ha finalmente ripreso una vita normale. Spiegano i medici che dalla fine del trattamento il bambino ha visto crescere la soglia di tolleranza agli alimenti che prima invece rischiavano di causargli uno shock anafilattico. Anche l’asma è tenuta a bada e il piccolo non è più in pericolo di vita.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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