Sorseggiare vino stimola il cervello più che risolvere problemi matematici

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Bere vino stimola il cervello più che risolvere problemi matematici o ascoltare musica, lo ha scoperto il neuroscienziato dell’Università di Yale Gordon Shepherd, secondo il quale il vino stimola particolarmente la nostra intelligenza.

Shepherd ne ha parlato nel suo libro “Neuroenology: How the Brain Creates the Taste of Wine, sottolineando che quando beviamo un bicchiere di vino, non ci limitiamo a mandarlo giù, ma lo assaporiamo, annusiamo, guardiamo e poi, infine, inghiottiamo, coinvolgendo il senso dell’olfatto, della vista, del tatto, e attivando diversi processi muscolari e motori.

In quel momento, il cervello, stimolato dalle molecole del vino, che di per sé non hanno gusto, crea il loro sapore, esattamente come crea il colore quando la luce colpisce un oggetto e le diverse lunghezze d’onda stimolano i circuiti cerebrali che ci fanno percepire le varie tonalità.

Questo significa che quando sorseggiamo del vino, stiamo impegnando il cervello in un’attività molto più complessa di quanto sembri, addirittura più impegnativa della risoluzione di problemi matematici. Questa attivazione a più livelli è il modo in cui apprendiamo le cose e affiniamo le nostre capacità cognitive, a detta di Shepherd, quindi molto utile.

Peccato che l’alcol, al tempo stesso, crei altri problemi al corpo e possibili dipendenze, soprattutto se consumato in dosi eccessive. Ma con moderazione, secondo Sheperd, è un toccasana per il cervello!

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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