Coronavirus, dimesso dall’ospedale neonato di 20 giorni in Spagna

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È nato il 12 marzo scorso in un ospedale nella capitale di Cáceres, nella Spagna centro-occidentale, e insieme con la sua mamma, è risultato positivo al coronavirus. Ora, madre e bebè sono entrambi in isolamento domiciliare.

Secondo i giornali locali, il piccolo è nato il 12 marzo nell’ospedale di San Pedro de Alcántara, quando lo stato di allarme non era ancora stato decretato. I contagi erano già iniziati ma la situazione in Estremadura era ancora calma.

Tutto era andato bene durante il parto e nei giorni seguenti, quando né la madre né il figlio avevano presentato sintomi di coronavirus, ma, data la pandemia già esistente, l’unità Neonatale dell’ospedale aveva deciso di tenerli in osservazione per prevenire possibili infezioni e agire quando prima.

E bene hanno fatto perché, i risultati del test del coronavirus hanno poi dato risultati positivi sulla madre e, quattro giorni dopo, il 24 marzo, i genitori del piccolo hanno osservato del muco nel nasino del bebè. Come parte delle misure di osservazione e prevenzione, le autorità sanitarie hanno raccomandato di recarsi in ospedale per cure mediche. “È stato deciso di eseguire il test: è risultato positivo anche lui”, aggiungono. Il bambino è rimasto in ospedale per quattro giorni ed è stato poi dimesso “per miglioramento”.

Il contagio della madre per il bambino, si chiarisce su Hoy, altro giornale della Extremadura, non è avvenuto attraverso la placenta, ma per stretto contatto.

Entrambi, insomma, stanno bene e sotto osservazione. Un caso che pone l’accento sul fatto che anche i bambini possono essere soggetti a contagi, anche se i più sono portatori sani. Gli studi indicano che le donne in gravidanza non trasmettono automaticamente il virus ai bambini e in questo caso il follow-up preventivo che hanno condotto nell’ospedale spagnolo viene effettuato su tutte le donne che hanno partorito dall’inizio della crisi del coronavirus e si tratta di un nuovo protocollo che l’unità Neonatologia ha lanciato per rilevare i possibili positivi il più presto possibile e agire di conseguenza. Al momento questo bambino è l’unico piccolo infetto nell’area di Cáceres.

Fonti: Lavanguardia / HoyServicio extremeño de salud Extremadura

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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