654 aziende stanno usando milioni di tonnellate di sostanze chimiche fuori legge

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Non solo aziende cosmetiche ma anche farmaceutiche, dell’alimentazione e della plastica, usano sostanze chimiche irregolari. A segnalare la cosa è l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) che avverte: 654 società stanno violando il Reach, ossia il regolamento Ue per proteggere la salute dell’uomo e dell’ambiente dall’effetto dannoso di tali “ingredienti” tossici.

I maggiori produttori di cosmetici, cibo, medicine e plastica in tutta Europa, stanno andando contro la legge utilizzando milioni di tonnellate di sostanze chimiche senza completare importanti controlli di sicurezza. A dirlo è l’ECHA in seguito ad un controllo che ha fatto emergere come i due terzi dei 700 prodotti chimici esaminati, si discostano da importanti aspetti del regolamento Reach relativo alla sicurezza chimica dell’Ue. 

Alcune aziende coinvolte

Le autorità hanno protetto l’identità delle aziende coinvolte ma è stato il più grande ente ambientalista tedesco, Bund, membro dell’European Environmental Bureau, a rivelare alcune della aziende coinvolte e presenti in 41 dossier.

Secondo l’indagine tedesca, 5 delle prime 10 società chimiche al mondo sarebbero implicate. Si tratta di BASF, Dow Chemical (Bhopal), SABIC, Ineos, ExxonMobil. 

Compaiono nei dossier poi anche 3M, Henkel, Sigma-Aldrich, Solvay, Du Pont, Clariant, Thermo Fisher. Non manca ovviamente la Bayer ma anche Dow Chemical (Bhopal) e Chemours (GenX). Altre aziende note includono Michelin, BP ed Endesa.

Presente anche il gigante dei cosmetici L’Oréal, la ditta di alimenti e bevande DSM e il produttore di medicinali Merck.

Le sostanze incriminate

Tra le sostanze incriminate, ve ne sono alcune che si trovano ampiamente in prodotti industriali e di consumo, inclusi giocattoli o oggetti che vanno a contatto con alimenti. Ci sono ad esempio:

  • Dibutilftalato: plastificante utilizzato in pavimentazioni, mobili, giocattoli, materiali da costruzione, tende, calzature, pelletteria, prodotti in carta e cartone e apparecchiature elettroniche. Questo può danneggiare i feti ed è sospettato di ridurre la fertilità. È inoltre altamente tossico per la vita acquatica. Identificazione formale dei pericoli da parte delle aziende: mancanti o incompleti
  • Metilacetato: usato nei prodotti di rivestimento, adesivi e sigillanti, cosmetici e prodotti per la cura personale, prodotti per il lavaggio e la pulizia. Proprietà pericolose note: provoca grave irritazione agli occhi; può causare sonnolenza o vertigini. Identificazione formale dei pericoli da parte delle aziende: mancanti o incompleti.
  • Tricloroetilene: è usato principalmente nell’industria. Può provocare irritazione della pelle e grave irritazione agli occhi; è sospettato di causare difetti genetici; può causare sonnolenza o vertigini; può causare il cancro; è dannoso per la vita acquatica con effetti di lunga durata. Identificazione formale dei pericoli da parte delle aziende: mancanti o incompleti

Le conseguenze

L’esposizione giornaliera a tali sostanze tossiche sta portando gravi conseguenze, secondo l’indagine. Aumentano i casi di cancro, si rischiano di più le malattie metaboliche come obesità e diabete, disordini riproduttive, danni neurologici e altro.

Il mix di queste sostanze chimiche è ormai, purtroppo, in ogni dove: alimenti, cosmetici, acqua, oggetti di vario genere e anche luoghi lontani e remoti non ne sono esenti. Entriamo dunque in contatto con sostanze chimiche da più fonti: le ingeriamo tramite cibo e acqua, le respiriamo e ne subiamo l’effetto nocivo tramite il contatto con la pelle.

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Francesca Biagioli

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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