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Questo è il momento migliore del giorno per assumere integratori di vitamina D secondo gli esperti

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Questo nuovo studio svela come assumere correttamente l’integratore di vitamina D per trarne il massimo dei benefici

La vitamina D è un elemento cruciale per la nostra salute ed il nostro benessere. Sfortunatamente però, molti di noi non ne assumono a sufficienza: la ragione di questo è che in natura sono rare le fonti alimentari di vitamina D. Per esempio, una porzione di salmone fornisce circa 447 IU, una tazza di latte arricchito appena 100 IU e un vasetto di yogurt solo 86 IU – tutte quantità insufficienti a coprire il nostro fabbisogno giornaliero della vitamina.

Certamente, la luce del sole rappresenta per il nostro organismo una fonte di vitamina D, ma molti sono gli svantaggi connessi a questa ‘assunzione’: innanzitutto, il sole non c’è sempre, quindi l’assunzione non può essere costante; inoltre, l’esposizione al sole può risultare dannosa per la nostra pelle se questa non è adeguatamente protetta con crema solare (che, purtroppo, inibisce l’assorbimento della vitamina).

Ecco perché l’assunzione di un integratore alimentare a base di vitamina D è consigliata spessissimo dai medici. Ma come assumere correttamente l’integratore per trarne il massimo dei benefici? Secondo gli esperti, tale vitamina viene meglio assorbita dal nostro corpo se assunta in combinazione con cibi contenenti grassi (come  per esempio avocado o olio d’oliva): quindi prendere l’integratore a stomaco vuoto non è certamente una buona idea.

(Leggi anche: Vitamina D: sintomi e conseguenze di una carenza)

Tuttavia, se l’integratore contiene già dei grassi nella sua formulazione (caso raro ma possibile), questo può essere assunto anche lontano dai pasti: è bene quindi leggere sempre con attenzione l’etichetta del farmaco che ci apprestiamo ad ingerire, per controllare se l’integratore contenga una percentuale di grasso o olio per facilitarne l’assorbimento.

Ma è vero che la carenza di vitamina D compromette la qualità del nostro sonno? La letteratura scientifica sembra essere ancora incerta su questo punto. Fino ad ora, alcuni studi hanno dimostrato che la vitamina D sia coinvolta nel processo di produzione della melatonina, l’ormone che regola il ritmo circadiano e le fasi del sonno; sembrerebbe anche che una carenza di questo elemento sia responsabile di un sonno breve e disturbato, ma sono necessari ulteriori studi in questo senso per attestare l’effettivo collegamento fra vitamina D e sonno.

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Fonte: National Library of Medicine

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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