Il primo caso di asilo chiuso per coronavirus è una notizia che dovrebbe incoraggiare e non allarmare

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Che le mamme, i papà, le tate e i nonni si terrorizzino a una notizia simile ci sta tutta, ma qui ci vuole calma e gesso. D’altronde c’era da aspettarselo che avremmo avuto più o meno subito il primo caso di positività in una scuola. Ed è capitato in un asilo nido a Pergine Valsugana, in Trentino: qui un bimbo di due anni ha contratto il Covid-19. Gli altri bambini della classe e le due educatrici sono in quarantena e dovranno fare il tampone.

La scuola (per i piccoli tra i 6 mesi e i tre anni) “Il Bucaneve”, gestita dalla cooperativa Città Futura, aveva riaperto i battenti martedì scorso, per questo in molti ritengono quasi impossibile che il piccolo abbia contratto il virus durante i primi quattro giorni di frequentazione della struttura.

Secondo la coordinatrice Elisabetta Libardi la scuola rispetta perfettamente tutte le misure anti Covid previste, ma sarà poi l’Azienda sanitaria ad accertare le cause del contagio. In ogni caso, è scattata la quarantena di 14 giorni per gli altri cinque bambini compagni di classe che dovranno anche essere sottoposti a tampone. Anche le due educatrici che sono state a contatto con il bambino dovranno stare in isolamento in attesa del test, che verificherà la presenza dell’infezione.

Quando ha iniziato l’asilo martedì il bambino stava bene e ha proseguito fino a venerdì senza problemi, poi nel fine settimana non è stato bene, così i genitori hanno fatto accertamenti in ospedale sottoponendolo al tampone ed è risultato positivo – ha spiegato la coordinatrice al Corriere della Sera. La struttura è stata funzionante anche in estate, ma non si erano ancora verificati casi di contagio. Speravamo fosse un buon segnale”.

Per ora rimane chiusa soltanto la sezione del bambino e rimane un’unica certezza: casi così, per quanto assolutamente preoccupanti per le famiglie, vanno considerati un buon banco di prova. Facile a dirsi, difficile a farsi, certo, ma l’infezione qui è stata circoscritta e le misure sono state prese, mentre le altre classi continuano il loro percorso.

Vero è che spesso i tempi tra l’esecuzione di un tampone e il suo esito sono eccessivamente lunghi, con la conseguenza che intere classi sono costrette a rimanere a casa. Conseguenza che sarà più pesante per la primaria e le altre, nella forte probabilità di un continuo stop & go di lezioni, laboratori, interrogazioni. Ma, d’altro canto, volenti o nolenti, non c’è più la possibilità di tenere a casa da scuola i nostri bambini.

Fonti: L’Adige / Corriere della Sera

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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