©Nina SLEPTSOVA / NEFU Newsroom

I ricercatori russi vogliono studiare gli antichi virus del permafrost siberiano

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Sondare animali preistorici congelati nel permafrost siberiano per identificare i cosiddetti paleovirus e studiare le caratteristiche degli agenti patogeni del passato per comprendere meglio quelli diffusi oggi. È l’obiettivo di alcuni studiosi russi che hanno avviato uno studio pilota, a cominciare dal mitico cavallo di Verkhoyansk trovato nel 2009. Scopo del progetto? Identificare tali virus e condurre ricerche avanzate sulla loro evoluzione.

Loro sono gli scienziati del Centro di ricerca per la Virologia e la Biotecnologia “Vector” e i ricercatori della North-Eastern Federal University a Yakutsk (NEFU), che mirano così ad analizzare la diversità degli agenti patogeni e studiarne le caratteristiche evolutive, per comprendere meglio i virus che vivono ai giorni nostri. (LEGGI anche: Lo scioglimento del permafrost sta facendo “resuscitare” spore e batteri pericolosi)

I resti di molte creature paleolitiche sono intrappolati nella morsa gelida del permafrost siberiano. Complice il riscaldamento globale che ha sciolto parte del ghiaccio, le spedizioni hanno portato alla luce negli anni i resti di numerose specie animali preservati dalle temperature gelide. Questi fossili ibernati resti di per sé interessanti, ma i ricercatori russi ora vogliono indagare ancora di più e vedere quale tipo di virus questi organismi potrebbero aver ospitato.

Negli ultimi dieci anni ci sono stati diversi tentativi di far partire questo lavoro, ma in questo momento siamo passati dalla pianificazione all’azione”, dichiara la dottoressa Olesya Okhlopkova, ricercatrice presso il Dipartimento di Biofisica e Ricerca Ambientale del laboratorio.

Il primo animale ad essere coinvolto nel progetto è il cavallo di Verkhoyansk, un equino vissuto circa 4.500 anni fa recuperato nel 2009 nella regione di Verkhoyansk, nella Repubblica autonoma della Sacha-Jacuzia, in Siberia. (Leggi anche: Trovato cavallo di 40mila anni fa: era nascosto nel permafrost siberiano)

Il team del Vector State Research Center ha l’ambizioso obiettivo di trovare paleovirus che consentirebbero di avviare lo sviluppo della paleovirologia in Russia e condurre ricerche di punta sull’evoluzione dei virus. Questo potrebbe dire anche tentare di comprendere meglio i virus diffusi ai giorni nostri, compreso – perché no – il nuovo coronavirus.

Fonte: NEFU

Leggi anche:

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook