Amianto: strage di operai in Liguria

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In Liguria si muore di amianto 4 volte di più rispetto alla media nazionale. È quanto rivela, in merito all’incidenza del mesotelioma pleurico, patologia tipica da esposizione all’amianto, una relazione anticipata dal Secolo XIX del Centro operativo regionale del Registro Nazionale Mesoteliomi, comunicata sia alla Regione che al Comune.

Per la prima volta, lo studio analizza l’impatto di questa malattia suddividendolo per ciascuna delle più grandi aziende attive in provincia. I dati sono disarmanti: complessivamente, dal 1994 al 2010, ci si sono stati 250 casi, di cui 135 fra lavoratori o ex lavoratori di Ansaldo, in particolare fra coloro che hanno prestato servizio nel settore caldareria.

Rilevanti anche i numeri dei malati tra gli operai delle acciaierie Ilva (quasi 100 casi fino al 2012) e della fabbrica chimica di Cogoleto Stoppani. Non si sa ancora nulla, invece, sui riscontri per gli occupati di Fincantieri. L’allarme è talmente alto che ieri mattina a Palazzo Tursi si è svolto un vertice fra rappresentanti della giunta, il governatore Claudio Burlando e il deputato genovese del Partito democratico Mario Tullo.

L’incidenza di questa neoplasia, determinata soprattutto da un’esposizione lavorativa per gli operatori impegnati nella produzione e nell’utilizzo industriale di amianto e derivati, o per l’uso dei relativi manufatti, appare in crescita in tutto il mondo.

Nonostante l’uso dell’amianto sia stato completamente bandito nel 1992, l’Italia sopporta oggi le conseguenze dell’uso intenso del materiale nei settori della produzione industriale di manufatti in cemento-amianto, di manufatti tessili contenenti amianto, della cantieristica navale, della riparazione e demolizione di rotabili ferroviari e dell’edilizia.

Roberta Ragni

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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