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Ameba mangia-cervello: di cosa si tratta, dove si trova e come fare attenzione (dai laghi alle piscine)

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Un’infezione acuta e fulminante: si tratta della meningoencefalite amebica primaria, causata da un’ameba, la Naegleria fowleri. Quasi come ogni estate si torna a parlare di “ameba mangia-cervello”, che infetta nel momento in cui l’acqua contenente il patogeno entra nel corpo di una persona attraverso il naso. Ma di cosa si tratta nello specifico e a cosa bisogna porre attenzione?

L’ameba può trovarsi più facilmente in fiumi e laghi, ma anche nell’acqua delle piscine non adeguatamente trattate con il cloro. Ultimo è il caso di un bambino americano di 7 anni, David Pruitt, morto dopo essere stato contagiato dal raro parassita in un lago californiano. Il piccolo è morto proprio di meningoencefalite amebica primaria.

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Si tratta dell’infezione da ameba, appunto. Sebbene le analisi genetiche abbiano identificato circa 30 specie di Naegleria, è la Naegleria fowleri in particolare l’unica ad essere stata associata ad infezioni nell’uomo.

Cos’è l’infezione da Naegleria

L’infezione da Naegleria (Naegleria fowleri) si contrae con una esposizione prolungata all’acqua contaminata dal patogeno, dalla cosiddetta “ameba mangia-cervello”.

La Naegleria fowleri – si legge sul sito di Humanitas – è un’ameba, il cui ciclo vitale prevede tre stadi: un trofozoita, uno stadio temporaneo flagellato e una ciste. La forma riscontrabile nel sistema nervoso centrale e nei tessuti dell’organismo umano è il trofozoita; lo stato flagellato è solo temporaneo, viene indotto da particolari condizioni ambientali e ritorna allo stato di trofozoita nell’arco di 24 ore. La ciste è invece la forma resistente che consente a Naegleria di resistere all’assenza di acqua e di nutrienti.

Dove si trova la “ameba mangia-cervello”

Secondo i Cdc americani, si può trovare in tutto il mondo ma quasi esclusivamente in ambienti di acqua dolce e calda, come laghi e fiumi, ma anche nelle sorgenti termali, nello scarico dell’acqua calda degli impianti industriali e nelle fonti di acqua potabile geotermica, in piscine con scarsa manutenzione. Il Naegleria fowleri cresce molto facilmente a temperature più elevate fino a 46 gradi centigradi e può sopravvivere per brevi periodi a temperature anche più alte. Non è invece presente nelle acque salate

Sintomi e cure dell’infezione da Naegleria

La Naegleria fowleri è insomma l’agente che provoca la meningoencefalite amebica primaria (da non confondere con la meningoencefalite secondaria la cui causa è la Entamoeba histolytica), un’infezione acuta, fulminate e rapidamente fatale che colpisce il sistema nervoso centrale. La diagnosi della malattia, che generalmente arriva molto tardi, contribuisce alla sua elevata mortalità.

La Naegleria è sensibile al farmaco antimicotico amfotericina B, che altera le membrane del patogeno, incluse quelle del nucleo e del reticolo endoplasmatico liscio e ruvido. Nel caso in cui si sospetti l’infezione, meglio correre in ospedale.

Fonti: Humanitas / CDC

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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