Allergia ai pollini: ecco le particelle che la causano. La scoperta di un dottorando pisano 

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Minuscoli vettori di sostanze allergeniche e particelle dalle dimensioni infinitesimali. A causare le allergie sono dei corpuscoli piccolissimi che gli alberi d’alto fusto disperdono in concentrazioni otto volte maggiori rispetto ai “normali” e più grandi granuli pollinici.

La scoperta si deve Franco Ruggiero, dottorando del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, premiato per il miglior articolo di ricerca del 2018 dall’International Association for Aerobiology (IAA).

In collaborazione con il professore Gianni Bedini dell’Ateneo pisano, Ruggiero ha rivelato alcuni meccanismi che sono alla base dell’insorgenza, anche stagionalmente precoce, delle allergie ai pollini, concentrandosi sui cipressi che, con i ginepri e i tassi, sono tra i principali responsabili di riniti e attacchi di asma allergica in tutto il mondo.

Il dottorando dell’Ateneo pisano è riuscito a osservare per la prima volta direttamente nell’atmosfera i cosiddetti “orbiculi”, cioè minuscoli vettori di sostanzeallergeniche, con dimensioni tra 0.494 e 0.777 micron, e altre particelle sub-microniche ancora più piccole che i cipressi disperdono in concentrazioni otto volte maggiori rispetto ai “normali” e più grandi granuli pollinici.

L’individuazione di queste particelle è stata possibile raccogliendo l’aria aspirata attraverso un campionatore (una sorta di aspirapolvere) su un vetrino analizzato poi con un microscopio “confocale” più potente di quello ottico.

La scoperta di queste particelle sub-microniche e nanometriche rilasciate in atmosfera, potrebbe quindi finalmente spiegare l’insorgenza delle pollinosi ancor prima del rilevamento degli stessi granuli pollinici mediante gli strumenti di campionamento ad oggi in uso, ma soprattutto, anche gli attacchi d’asma allergica – spiega Franco Ruggiero. Infatti, le loro dimensioni permettono di permanere in atmosfera molto più a lungo rispetto ai granuli pollinici e una volta inalate, di raggiungere facilmente le vie aree respiratorie più profonde innescando immediate ed intense reazioni allergiche”.

micropollini

Tre granuli pollinici di cipresso (Cupressus sempervirens L.) circondati da orbiculi

Poiché il rilascio di queste minuscole particelle in atmosfera può contribuire alla esacerbazione delle allergie nei soggetti che soffrono di questo disturbo – conclude Gianni Bedini – è auspicabile che il controllo della loro concentrazione sia integrato nell’attuale monitoraggio, per migliorarne la funzione di prevenzione, basti pensare che nella sola Pisa ad esempio, nel periodo pre-primaverile cipressi, ginepri e tassi rilasciano in atmosfera grandi quantità di granuli pollinici, arrivando a coprire circa il 41% dell’intero spettro pollinico allergizzante”.

Tutto chiaro, insomma, ci resta solo contrastare queste fastidiose allergie con i rimedi naturali!

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Germana Carillo

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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