L’alcol fa male: scritte shock anche sui superalcolici in Irlanda

Immagini e frasi shock sui pacchetti di sigarette e non solo. In Irlanda si va avanti e le si aggiungono anche alle bottiglie di alcolici.

È la provocazione che arriva da Dublino, pronta a lanciare una massiva campagna e a stampare avvisi sui rischi per la salute anche sui superalcolici. Per ora l’iter è ancora in corso, ma l’Unione europea ne prende spunto per anticipare futuri provvedimenti comunitari.

Rum, gin, vodka e distillati vari potranno quindi presto riportare in etichetta espressioni del tipo “nuoce gravemente alla salute” o “bere uccide”.

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Il governo irlandese aveva già adottato nel dicembre 2015 la proposta di legge per le sostanze alcoliche inebrianti e sulla salute pubblica, notificata in Commissione a gennaio, che introduce divieti promozionali (niente pubblicità sui mezzi pubblici e loro fermate in prossimità di scuole), divieti di sponsorizzazione (in eventi per minori e adolescenti), prezzo minimo imposto (10 centesimi per ogni grammo di alcol in bottiglia), possibilità di divieti di vendita sottocosto “durante un periodo limitato” (happy hour). E poi mette in campo l’obbligo di “avvertenze sulla salute”.

Da Bruxelles è già arrivato l’ok, e Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare, si dice convinto che “migliorare l’etichettatura può aiutare a essere consapevoli dei rischi” per l’organismo annunciando per l’inizio del 2017 una proposta Ue per l’indicazione di ingredienti e calorie sulle bottiglie di superalcolici. Perché, spiega, “chi tende a ubriacarsi non cambierà abitudini per l’indicazione di calorie in etichetta”. Per loro “serviranno altri mezzi”, proprio come per le sigarette, sui cui pacchetti ad avvisi espliciti si sono aggiunte immagini di forte impatto visivo ed emotivo.

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I principali produttori d’Europa, intanto, non sono esattamente d’accordo e temono ripercussioni per il mercato. Ma c’è da dire che il progetto di legge irlandese prevede modifiche alle leggi nazionali del 2003 e del 2008 note come “liquor acts”, indicando per questi soltanto gli alcolici distillati. Per cui vino, birra e sidro non dovrebbero essere interessati, anche se il regolamento 1308 del 2013 sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli non preclude l’imposizione di un prezzo minimo unitario per la vendita al dettaglio di vini.

Si apre la lotta contro l’abuso di alcol, insomma. Un problema reale in tutto il mondo, soprattutto per i giovanissimi e per gli under 30, per i quali l’abuso di alcolici alla guida rappresenta la prima causa di mortalità, morbilità e disabilità evitabile. Un fenomeno preoccupante anche perché gli adolescenti, così come le donne e le persone anziane, sono fisiologicamente più vulnerabili agli effetti delle bevande alcoliche per la ridotta capacità dell’organismo a metabolizzare l’alcol.

Se, allora, oltre alla classica comunicazione, servono anche immagini shock sulle bottiglie, ben vengano. Ma non dimentichiamoci l’educazione che si dà all’interno della propria famiglia.

Germana Carillo

L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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