Creme solari e auto-abbronzanti creano cancro e infertilità

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L’aumento di tumori e i problemi di fertilità possono essere causati anche dalle sostanze chimiche presenti in alcune creme abbronzanti. È questo l’allarme lanciato dall’European Environment Agency, che ha puntato il dito contro alcune compomenti delle comuni lozioni solari, i quali possono interferire con l’azione degli ormoni, soprattutto nelle donne.

Si tratta dei cosiddetti ‘interferenti endocrini “(IE), sostanze chimiche che disturbano il sistema ormonale e che contribuiscono all’aumento dei casi di tumore, diabete e obesità, calo della fertilità, oltre ad un incremento del numero di problemi di sviluppo neurologico sia negli esseri umani che negli animali.

Tra i principali indiziati vi sono la formaldeide e le nitrosamine, accusate di poter aumentare il rischio di cancro oltre a difetti alla nascita per il bambino nelle donne in gravidanza. Tra gli altri effetti negativi vi sono anche irritazioni della cute e allergie.

Un’altra minaccia per la nostra salute è secondo l’EEA, l’ingrediente attivo degli abbronzanti artificiali senza raggi UV, il deidreoxiacetone (DHA), che reagisce con gli aminoacidi della pelle facendola diventare più scura. Tale sostanza, che deriva da piante come la canna da zucchero con l’utilizzo della fermentazione della glicerina se spruzzata sulla pelle e assorbita nella circolazione sanguigna, può provocare danni al Dna.

Lo studio dell’EEA ha inoltre evidenziato che tali sostanze, presenti anche in prodotti alimentari, farmaceutici, pesticidi, prodotti per la casa e cosmetici potrebbero provocare oltre al cancro al seno, anche quello alla prostata e l’infertilità maschile. Di conseguenza, anche la nostra salute ‘sessuale’ può essere messa a rischio dai crescenti livelli di esposizione a miscele di alcune sostanze chimiche molto diffuse.

Sarebbe opportuno adottare un approccio precauzionale per molte di queste sostanze chimiche i loro effetti fino a quando sono più pienamente compreso” ha detto il direttore esecutivo dell’EEA, Jacqueline McGlade.

Il Weybridge +15 (1996-2011), la relazione sugli interferenti endocrini è il risultato di un workshop internazionale che ha valutato i risultati degli ultimi 15 anni di ricerca. E gli esiti non sono stati molto incoraggianti. La relazione mostra chiaramente che vi è una forte evidenza dei danni da IE sugli animali. Tuttavia, gli effetti di IE sugli esseri umani sono ancora difficile da dimostrare, a causa della lunghezza, dei costi e delle difficoltà metodologiche di questo tipo di studi.

Ancora una volta, è meglio evitare di esagerare, preferendo quando possibile l’utilizzo di prodotti naturali.

Francesca Mancuso

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L'articolo riprende studi pubblicati e raccomandazioni di istituzioni internazionali e/o di esperti. Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono. Le fonti sono indicate alla fine di ogni articolo
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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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