Fonte foto: TheAtlantic.com - Curry Tree

Proseguono gli studi per cercare di contrastare la presenza di cellule cancerogene, alla base dei tumori. Con particolare riferimento al tumore al seno, gli esperti appartenenti al National Institute of Nutrition di Hyderabad, in India, hanno sperimentato l'utilizzo dell'estratto proveniente dalle foglie di una pianta di origine locale, denominata Murraya koenigii, al fine di verificarne l'azione nei confronti delle cellule cancerogene.

La pianta di Murraya koenigii presenta foglie che vengono utilizzare nella tradizione culinaria indiana per insaporire le pietanze. Essa, in inglese, viene denominata anche come Curry Tree, espressione derivata da una imitazione del nome che alla pianta viene attribuito in India: "kadipatta", pronunciato come "curry-pratta".

Attenzione dunque: parlando di estratto di foglie di Curry Tree non ci riferiamo alla miscela di spezie di origine indiana chiamata comunemente curry, ormai ben nota anche in Occidente e composta solitamente da un insieme di ingredienti in polvere per il condimento, tra i quali si possono trovare cumino, coriandolo, zenzero, chiodi di garofano, peperoncino e curcuma.

Lo studio in questione ha condotto gli esperti dell'istituto indiano alla pubblicazione di un articolo scientifico che porta il titolo di "Murraya koenigii leaf extract inhibits proteasome activity and induces cell death in breast cancer cells" e che è stato pubblicato di recente tra le pagine della rivista "BMC Complementary & Alternative Medicine".

Per quanto riguarda lo studio in questione, gli esperti hanno preso in considerazione l'attività del complesso multiproteico denominato proteasoma 26S nei meccanismi di formazione del cancro al seno e il fatto che i polifenoli possano rivelarsi in grado di inibire tale processo, provocando la morte delle cellule tumorali.

I ricercatori hanno testato gli effetti dell'estratto di Curry Tree (Murraya koenigii) sulle cellule tumorali legate al cancro al seno ed hanno verificato come esso abbia potuto ridurre l'attività del proteasoma 26S, limitando la crescita della massa tumorale e favorendo la morte delle cellule cancerogene (apoptosi). I medesimi effetti sono stati riscontrati per quanto concerne cellule tumorali presenti nei polmoni. L'effetto dell'estratto impiegato non compromette le cellule sane. A partire da esso, i ricercatori ipotizzano di poter ricavare un coadiuvante utile nelle terapie atte a contrastare il cancro.

Marta Albè

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