Vaccini obbligatori sono davvero sicuri?

Vaccini: necessari o pericolosi? Il dibattito su una possibile correlazione tra i vaccini e l'insorgenza di gravi complicazioni, una su tutte l'autismo, si arricchisce di due sentenze che stanno scuotendo il mondo della pediatria, una emessa lo scorso Marzo dal Tribunale di Rimini e una la fine di Luglio dal Tribunale di Torino. Due diverse storie di sofferenza unite, però, dalla vaccinazione come causa di malattia.

Per la prima sentenza, il vaccino per il morbillo sarebbe la causa della Sindrome di Kanner, meglio nota come autismo, tanto che il Tribunale di Rimini ha condannato il ministero della Salute a risarcire la famiglia del piccolo B.V., riconoscendo il legame tra il classico vaccino trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia) a cui venne sottoposto nel 2004 e l'autismo insorto successivamente. Ovviamente la reazione di una parte importante e autorevole della comunità medica e scientifica non si è fatta attendere, come racconta l'articolo "Le vaccinazioni pediatriche causano l'autismo: rischio reale o grande bufala?" pubblicato su wellMe.it.

Il Board scientifico del "Calendario vaccinale per la vita", il team che ha il compito di stabilire le linee guida per la copertura vaccinale riservate ai primi tre anni di vita dei bimbi, parla di falso scientifico. "Sentenze come questa - spiega una loro nota- rischiano di avere il solo risultato di far perdere fiducia in uno strumento preventivo fondamentale per la salute dei bambini e di tutta la popolazione, con il conseguente riemergere di malattie gravi e talora anche mortali, come il morbillo, inducendo peraltro nei genitori di bambini affetti da una seria patologia come l'autismo la falsa convinzione di aver trovato la ragione di tante sofferenze patite".

Poi c'è la vicenda di una bambina che nel 1988, quando aveva 5 anni, a causa di complicazioni sopravvenute dopo essere stata sottoposta a una vaccinazione obbligatoria, era entrata in coma. La Corte d'Appello di Torino ha condannato l'Asl, e di conseguenza la Regione Piemonte, al risarcimento di 1,8 milioni di euro alla madre della ragazza, che oggi di anni ne ha 29 e sta scontando da allora lo stato vegetativo. Il vaccino per la difterite e per il tetano all'epoca era obbligatorio, quando il medico glielo somministrò le provocò subito mal di testa, dolori alle gambe e febbre. Secondo gli atti, per circa un mese il suo pediatra e i dottori della guardia medica che la vistarono avrebbero continuato a minimizzare le condizioni, fino a quando i genitori la portarono in ospedale con la febbre a 40 e le convulsioni. La situazione precipitò e non ci fu più nulla da fare.

Alla luce di queste storiche sentenze, il Codacons sottolinea che, abolendo "i vaccini inutili, risparmieremmo 114 milioni", mentre il Co.R.Ve.L.Va, Coordinamento regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni, o il Comilva, Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione, si stanno battendo per portare allo scoperto gli interessi delle lobby farmaceutiche. Per dimostrare come "questi 'prestigiosi esponenti della medicina ufficiale' desiderano semplicemente tutelare se stessi e i loro finanziatori occulti, null'altro. Terrorismo Sanitario, diffamazione e diffusione di false informazioni: queste sono le uniche cose che codeste persone (se possiamo ancora definirle tali) perseguono con rigore scientifico", si legge in una nota.

Nel frattempo, i pediatri ribadiscono che i vaccini sono sicuri, mentre il ministero della Salute ha fatto depositare un'opposizione alla sentenza di Rimini e ricorrerà in Cassazione per quella di Torino. Anche la Società italiana di pediatria sottolinea, e a chiare lettere, che non sussiste un legame tra l'autismo e i vaccini pediatrici. Ma dov'è la ragione, dove il torto? Difficile stabilirlo, certo è che l'unica soluzione per scegliere come e se far vaccinare i propri bambini è una scelta informata, consapevole e personale, anziché accettare tutte le vaccinazioni proposte o sottostare a quella sorta di "terrorismo scientifico" portato avanti dai medici sulla necessità di "vaccinare".

Roberta Ragni

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